20/04/2011 11:57:00 Unità Pastorale Dal Bollettino dell'Unità Pastorale
Vivere e non vivacchiare
"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini in modo che vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli" (Mt 5,16); "Guai a me se non annunciassi il Vangelo" (1 Cor 9,16). Il Concilio Vaticano II esorta vivamente tutti i laici ad adempiere in base ai loro talenti e alla loro formazione dottrinale nel testimoniare la vita, nell'annunziare Cristo con la parola a credenti, per rinvigorire la loro fede, e a non credenti, per condurli alla fede, nel difendere e applicare i principi cristiani ai problemi attuali.
Toscolano, 3 Marzo 2011
"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini in modo che vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli" (Mt 5,16); "Guai a me se non annunciassi il Vangelo" (1 Cor 9,16). Il Concilio Vaticano II esorta vivamente tutti i laici ad adempiere in base ai loro talenti e alla loro formazione dottrinale nel testimoniare la vita, nell’annunziare Cristo con la parola a credenti, per rinvigorire la loro fede, e a non credenti, per condurli alla fede, nel difendere e applicare i principi cristiani ai problemi attuali. “La figura del laico nell’Unità Pastorale” è stato dunque il tema di approfondimento del Consiglio Pastorale dell’E.U.P. riunitosi lo scorso 3 marzo. In quell’occasione ci è stata presentata la figura del Beato Piergiorgio Frassati, una persona a molti di noi sconosciuta che ebbe una breve ma intensa esistenza che fu il realizzarsi, nella vita quotidiana, dello straordinario nell’ordinario. Piergiorgio nasce nel 1901 da una famiglia della Torino bene del tempo: la madre Adelaide nota pittrice; il padre Alfredo noto giornalista, fondatore del quotidiano La Stampa, nonché Ambasciatore in Germania nel 1913, uomo fortemente ateo e anticlericale. Pier Giorgio si iscrive alla facoltà di Ingegneria meccanica (specializzazione in mineraria). Motiva questa scelta universitaria con l'intenzione di poter lavorare al fianco dei minatori (la classe operaia più disagiata a quel tempo), per aiutarli a migliorare le loro condizioni di lavoro. Tuttavia, nonostante gli sforzi e l'impegno, Pier Giorgio non riesce mai a conseguire la laurea, perché muore improvvisamente il 4 luglio del 1925. È probabilmente visitando i poveri nelle loro abitazioni che Pier Giorgio contrae una poliomielite fulminante, causa della sua morte repentina. Pier Giorgio era “lo studente che correva sempre”, aveva una straordinaria voglia e capacità di amare, era innamorato della parola di Dio e condivideva questo suo amore con gli altri. Sperimentò tutta la gioia di essere amico di Cristo e, giovane come noi, visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace. “Vivere e non vivacchiare” ripeteva Pier Giorgio: è importante avere il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita, consapevoli che Dio c’è, che la preghiera è il lievito dell’esistenza, che i sacramenti sono l’alimento della vita eterna e la fraternità universale la legge delle relazioni umane. Vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa! Carità, rispetto, pace, amore, misericordia. Tutte parole da ricordare ma anche da concretizzare. Guardiamo “verso l’alto” -come diceva Pier Giorgio- e proprio dall’alto riceveremo l’entusiasmo, la gioia, l’amore che possiamo donare agli altri!
Stefania