Unità Pastorale Toscolano Maderno

10/03/2011 10:06:00 Montemaderno
Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

Veronica era la mamma di tutti


MEMENTO Come una fitta al cuore mi è giunta la notizia della morte della cara Veronica. Sono quelle persone che quando ti lasciano non credi a chi ti dice: non c'è più. Ti assale il dolore e una forma di smarrimento ti ammutolisce, ti lascia senza parole. Pieghi il capo e pensi alla persona che hai avuto vicino nell'arco di tutta la vita, e ti domandi come sarà il domani senza la sua presenza.
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Come una fitta al cuore mi è giunta la notizia della morte della cara Veronica. Sono quelle persone che quando ti lasciano non credi a chi ti dice: non c’è più. Ti assale il dolore e una forma di smarrimento ti ammutolisce, ti lascia senza parole. Pieghi il capo e pensi alla persona che hai avuto vicino nell’arco di tutta la vita, e ti domandi come sarà il domani senza la sua presenza. Lo sconforto ti assale e le lacrime ti colano sulla faccia senza fermarsi, è l’uomo vero che esce da noi stessi, quello che ha saputo amare e si è sentito amare da Veronica. La potremmo definire la donna che ha saputo avvicinare a sè il bene, il consenso di tanta gente. Ha saputo raccogliere confidenze, dolori e sofferenze di tanti che in lei avevano trovato la mamma ideale, che sapeva ascoltare, che sapeva rincuorare e che sapeva consolarti al momento opportuno. E tutto questo bene te lo ritrovavi a piene mani nel prosieguo della vita, come un abbraccio caldo e rassicurante. Veronica era la mamma di tutti, “dalla” Veronica ci si andava sempre con piacere, il suo sorriso, la sua allegria, la sua battuta sempre pronta davano energia al tuo quotidiano, dava quel senso di accoglienza che è il cuore di una vita cristiana. Chi, poi, non ricorda il suo prodigarsi per i servizi alla parrocchia; la chiamavamo la vice parroco, perché da lei potevi avere tutte le informazioni che cercavi sulle attività della comunità. Era la custode della casa del Signore, ne apriva le porte, ne adornava l’altare e negli ultimi anni aiutava noi sacerdoti ad indossare i paramenti sacri. Io, quando venivo a casa, ero il primo a ricevere il suo aiuto, le sue attenzioni nel prepararmi alle sante messe, mi diceva sempre: “té do la stóla piò bèla”. Veronica credo abbia sintetizzato nella sua persona le due figure di Marta e Maria che conosciamo nel Vangelo. Marta era la donna tutto fare, che se arrivava Gesù voleva che ogni cosa fosse in ordine, che non mancasse niente, che tutto venisse preparato con cura, con garbo per non deludere il Maestro. Maria, invece, era la donna dell’ascolto, che captava ogni parola che il Maestro sussurrava e le sue parole diventavano un cenacolo d’amore, che si tramutavano presto in azione e in preghiera. Credo che Veronica sia la sintesi di queste belle figure di donne, e di conseguenza il suo arrivo in Paradiso sarà una gioia per il Signore. Ma il Signore non farà mancare il suo aiuto, la sua consolazione e la sua vicinanza all’amato marito Carlo che, come ombra, ha sempre seguito, onorato e rispettato la sua sposa. La fede deve sostenerci in queste prove, in questi lutti. Deve riconfermarci nel nostro essere cristiani. Solo affidandoci al Signore potremo sentire il respiro della vita eterna. Respiriamo allora a pieni polmoni, ogni giorno, senza stancarci, mettendo Lui prima di ogni altra cosa, perché il nostro respiro sia il suo respiro, la nostra vita sia la sua vita e la nostra speranza sia nella gioia del Cristo Risorto.
Con affetto e tanto bene
P. Mario Vabai 
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