23/02/2012 08:50:00 Unità Pastorale Dal Bollettino dell'Unità Pastorale
Uscire dalla notte
Cos'è, in realtà, l'Avvento?
Si può rispondere in molti modi. Si può dire astiosamente che in fondo è solo un pretesto per agitarsi e fare soldi, infiorato con cliché sentimentali a cui nessuno crede più da tempo. E in molti casi ciò può essere vero, ma non è tutto. Si può anche dire che l'Avvento è un periodo in cui, nel mezzo di un mondo miscredente, torna a essere visibile e si riaccende lo splendore della fede perduta.
Cos’è, in realtà, l’Avvento?
Si può rispondere in molti modi. Si può dire astiosamente che in fondo è solo un pretesto per agitarsi e fare soldi, infiorato con cliché sentimentali a cui nessuno crede più da tempo. E in molti casi ciò può essere vero, ma non è tutto. Si può anche dire che l’Avvento è un periodo in cui, nel mezzo di un mondo miscredente, torna a essere visibile e si riaccende lo splendore della fede perduta. Si può dire anche che l’Avvento è un periodo in cui si mobilita una bontà altrimenti quasi dimenticata: la disponibilità a pensare agli altri e a manifestare segni di bontà. Si può dire anche che l’Avvento è un periodo in cui rivivono antiche usanze, come i canti natalizi che si odono dovunque. Dalle melodie e dai testi che ascoltiamo ci raggiunge nel nostro tempo qualcosa della semplicità, della fantasia e della gioiosa forza della fede dei nostri antenati, che ci consola e incoraggia forse a sperimentare nuovamente quella stessa fede che ha reso così felici gli esseri umani in tempi anche molto difficili. La tradizione cristiana ha espresso la propria concezione dell’Avvento con frasi tratte dalla Bibbia in cui vedeva indicazioni per il cammino da percorrere in questi giorni. (Rm 13,11-14) “ è ormai tempo di svegliarvi dal sonno… La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo…” Cosa vuol dire Paolo? Ciò che intende per notte lo ha espresso molto chiaramente con le parole “gozzoviglie, ubriachezze, impurità, licenze, contese e gelosie”. Il banchetto notturno, con tutte le sue manifestazioni, è per lui l’espressione di ciò che è la notte dell’uomo, il sonno dell’uomo. Diviene per lui immagine del mondo pagano, che affonda nelle cose materiali, rimane nell’oscurità della mancanza di verità e dorme nonostante il rumore e la confusione, perché vive ignaro della vera realtà, della reale vocazione umana. Destarsi per Dio e per il prossimo… Questo è il tipo di risveglio che l’Avvento ci indica; risveglio che trova la luce e rischiara il mondo.