17/02/2012 10:05:00 Unità Pastorale Dal Bollettino dell'Unità Pastorale
Una Messa davvero molto particolare
Alla scuola Ezequiel Zamora di Las Amazonas, il Natale è arrivato un po' prima: sono stati battezzati i primi 25 ragazzi cattolici.
Per raggiungere il barrio di Las Amazonas planification dos, bisogna prendere la strada asfaltata che percorre la periferia ovest di Puerto Ordas, dritta fino a Ciudad Bolivar e appena passato il barrio chiamato Core 8, svoltare a destra. Si passa accanto alla spianata di sabbia che funge da capolinea degli autobus e lì ha inizio il barrio Las Amazonas e le strade in terra battuta rossa come il sole che la brucia ogni giorno.
Per raggiungere il barrio di Las Amazonas planification dos, bisogna prendere la strada asfaltata che percorre la periferia ovest di Puerto Ordas, dritta fino a Ciudad Bolivar e appena passato il barrio chiamato Core 8, svoltare a destra. Si passa accanto alla spianata di sabbia che funge da capolinea degli autobus e lì ha inizio il barrio Las Amazonas e le strade in terra battuta rossa come il sole che la brucia ogni giorno. Stamattina sono diretto alla scuola primaria “Ezequiel Zamora”, costruita nel 2008 dove studiano 500 bambini suddivisi in turni del mattino e del pomeriggio. Ogni giovedì veniamo qui come volontari SVI per lavorare con i ragazzi e le maestre, con un progetto di educazione ambientale. Oggi però e’ un altro il motivo che mi spinge fin qui: a pochi giorni dal Natale, si celebrerà una messa davvero molto particolare. Provo un misto di curiosità e di emozione, perché, proprio in questa scuola che conosco da poco, che vedo sempre durante la settimana piena di bambini vivaci, circondata da una comunità giovane, si svolgerà il primo battesimo cattolico del barrio. Afferro bene il volante, mi concentro per schivare le buche e le pozzanghere più profonde, ma l’impazienza di arrivare mi fa premere sull’acceleratore e il cigolio degli ammortizzatori della Nissan è più forte del solito. Ecco che dopo pochi minuti di strada già vedo l’indistinguibile tendone verde che copre la spianata della scuola e il cancello di rete metallica e filo spinato. Oggi e’ spalancato e il dettaglio mi colpisce, perché dopo due mesi in Venezuela mi sto abituando alle misure di sicurezza, per le quali i cancelli delle scuole che ho visto, sia quello dei pedoni che quello delle auto, vengono ogni volta chiusi a chiave con delle grosse catene. La guardia vestita di verde militare comunque c’è: tranquilla, ma vigile, mi riconosce e fa un cenno con la mano. Nella spianata di terra battuta, che di solito accoglie solo il carro dello SVI, sono parcheggiate un’altra decina di auto. Nell’atrio asfaltato, all’ombra del tendone dove nelle ore di ginnastica i bambini eseguono buffi esercizi, sono sistemate delle sedie in plastica e, in fondo, di fronte all’ufficio della direttrice scolastica, è già stato preparato un altare. Alla destra dell’altare una corale composta da chitarra elettrica, batteria e una giovane cantante; all’altro lato una capanna, realizzata dagli studenti della scuola, con asino, bue e sagome in grandezza naturale di Maria e Giuseppe. Entrambi rigorosamente di pelle bianchissima, come sempre ho visto rappresentati qui in Venezuela, dove stranamente invece la stragrande maggioranza delle persone ha la pelle scura, tanto più nelle comunità di periferia come quella di Las Amazonas. In realta’ non chiamerei Las Amazonas dos una comunità di periferia, se con questo termine intendiamo descrivere, in una ipotetica scala della povertà materiale, l’ultimo gradino. Il barrio, infatti, è stato fondato nove anni fà e molte cose sono migliorate da allora. Oggi la maggior parte delle case ha luce e acqua abbastanza regolare e molti abitanti hanno sostituito il rancho con strutture in mattoni. Però, con gli anni, centinaia di famiglie hanno invaso i terreni liberi che circondavano il nucleo centrale. E l’area della povertà estrema si è solo spostata un poco più in là del confine, entro il quale brillanti urbanisti avevano immaginato di poter contenere lo sviluppo. Oggi si estendono baracche che costituiscono nuovi settori e nelle quali non si sa di precisione quanta gente viva. Si stima che nella sola zona di Las Amazonas sector dos, dove oggi si celebra la messa, risiedano oltre cinquemila persone. E dopo nove anni e oltre cinquemila abitanti, è giunto il tempo di celebrare il primo battesimo cattolico. Quando mi avvicino, le sedie in plastica sono occupate e vado con altri giovani a recuperare le seggioline in ferro degli scolari in un’aula aperta. Giusto in tempo perché il prete, un gesuita, dia inizio alla messa. Una messa venezuelana, con i suoi ritmi, musiche e colori, i tantissimi bambini che iniziano a correre e giocare tra loro, che chiedono e spesso ottengono dai giovanissimi genitori dolci o telefonini per giocare e che sono l’emblema di tutta la vitalità, ma anche i rischi di questo giovanissimo popolo che sta crescendo in fretta. Mi sorprende vedere un battesimo celebrato con questa semplicità che a volte si potrebbe confondere con la superficialità della tanta gente che si distrae, frutto anche dell’inconsapevolezza della comunità cattolica che da tempo non partecipa ad una messa. Mi colpisce la semplice brocca di plastica con la quale prendono l’acqua dal “fonte” battesimale; i ragazzi eleganti, le bambine vestite di bianco, qualche adulto, nonostante il caldo, con la giacca; la libertà e l’anarchia con la quale ci si può avvicinare a osservare il rito e scattare qualche foto, senza fotografi ufficiali o protocolli da seguire. E’ così che posso avvicinarmi all’altare e riconoscere Alex, l’operaio della scuola. E’ vestito elegante, perché oggi è padrino di un ragazzo già tanto cresciuto che per battezzarlo hanno dovuto sostenerlo in due. Quando chiedo ad Alex del battesimo dei suoi figli, mi risponde, con naturalezza: “Spero che la prossima volta possano battezzare anche i miei due figli, che sono ormai grandicelli e hanno 6 e 8 anni.” Perché qui c’è la coda non solo per le bombole di gas, il latte e il caffè. Molti ricorderanno questa domenica di metà dicembre, perché quest’anno, alla scuola Ezequiel Zamora di Las Amazonas, il Natale è arrivato un po’ prima: sono stati battezzati i primi 25 ragazzi cattolici.