22/02/2012 10:48:00 Maderno Toscolano Dal Bollettino dell'Unità Pastorale
TRAGICO EPISODIO - STORIA LOCALE -
di Andrea De Rossi
TRAGICO EPISODIO che ha funestato
il comune di Toscolano Maderno
pochi giorni dopo la fine dell'ultima guerra
Nell’esaminare il volumetto “Ricordi degli anni 1943-45 a Toscolano s/ Garda”, scritto da Don Emilio Verzeletti, in quel tempo Parroco di Toscolano, ed edito dalla Linotipografia Squassina di Brescia nel 1965 quando lo stesso Don Verzeletti era parroco di S.Paolo già Pedergnaga Oriano, ho trovato descritti numerosi fatti avvenuti a Toscolano-Maderno in quel periodo, ai quali lo stesso Parroco aveva assistito o partecipato. Quello che mi ha maggiormente colpito, essendone a conoscenza, è l’articoletto che porta il titolo “Corriere per San Eufemia” intendendo per corriere automezzi per trasporto persone. Da pochi giorni era terminata la guerra e subito si scatenarono le prime violente ed efferate epurazioni politiche. Infatti, l’8 maggio 1945 un gruppo di partigiani prelevò nelle loro abitazioni ben nove persone che – secondo gli stessi – furono legate al fascismo e le trasportarono con una corriera a San Eufemia di Brescia, dove si era installato il partigiano Tito. Penso che pochi fossero a conoscenza chi era costui, ed ora, tramite internet, ho scoperto che si trattava di Luigi Guitti, classe 1911, che evase da Canton Mombello, dove era rinchiuso, durante un bombardamento della città, il cui nome di battaglia era Tito Tobegia e divenne capo della 122ª Brigata Partigiana Garibaldina, di orientamento comunista, che aveva operato nella zona della Valtrompia. Le persone prelevate furono nove e precisamente: Spidalieri Beniamino, da Messina;volontario fascista del gruppo Bir el Gobi – Del Piano Amedeo, da Napoli; guardia scelta di P.S. – Ferrari Giovanbattista, da Toscolano: corriere – Natalin Eugenio, Triestino; brigadiere di P.S. – Righettini Silvio, da Fasano; meccanico – Fantini Dott.Aldo, da Trieste; segretario particolare di Bonino (Vice segretario del partito) –Del Corona Mario, da Roma; Colonn. della Milizia – Tebaldi Rino, da Bologna; guardia di P.S. – Castellini Bortolo, da Gargnano, squadrista, capitano d’aviazione; mutilato. Di questo gruppo solo due tornarono a casa e precisamente: Spidalieri Beniamino che si era sposato a Maderno con Cozzaglio Maria e Castellini Bortolo di Gargnano, perché sfuggiti all’esecuzione fingendosi morti, mentre gli altri sette furono fucilati sulle colline di S. Eufemia. La stessa operazione fu ripetuta l’11 maggio 1945. Anche in questo caso furono prelevate dodici persone ed anch’esse condotte a San Eufemia con la corriera. Quest’ultimo gruppo ebbe maggior fortuna perché, dopo pochi giorni, tornarono tutti a casa. Ecco l’elenco nominativo di questi: Ciscato Giovanbattista, da Toscolano – Crescini Davide, da Toscolano – Caldana Giovanni fu Pietro da Toscolano - Bugna Giuseppe, da Maderno – Ceruti Giuseppe, da Toscolano – Erculiani Antonio – Erculiani Filippo – Erculiani Giuseppe - Tondini Uccidelmo, da Maderno – Ceriali Flaviano, da Toscolano – Ferrari Beppino, da Toscolano – Montresor e altri, da Gargnano. Di questo partigiano Tito non si seppe più nulla. Ora, sempre tramite internet, si viene a conoscenza che il comando Alleato lo arrestò il 9 giugno 1945 intervenendo al “mattatoio” di San Eufemia nientemeno che con un carro armato. Nel 1946, per sopraggiunta amnistia, venne scarcerato. In seguito trovò rifugio in Cecoslovacchia per poi rientrare in Italia nel 1957, dove morì il 7 novembre 1968. Furono certamente dei delitti, non commessi in azioni di guerra, che colpìrono tutti e rimasero impressi nella memoria.
2.11.2011