Unità Pastorale Toscolano Maderno

06/12/2010 12:39:00
Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

SULLE STRADE DI GESU'


Mauro con i compagni di Seminario in Terra Santa. Dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: ordinai loro "Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici". Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio. (Ger 7, 21-28)
'; ';
Dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: ordinai loro “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”. Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio. (Ger 7, 21-28) Come sono attuali queste parole del profeta. Chi visita la Terra Santa non può rimanere indifferente di fronte alle tante contraddizioni che in essa convivono. Una terra che ha avuto il privilegio di essere scelta da Dio come popolo dell'Alleanza, che ha avuto il suo culmine con il grande mistero dell'incarnazione, dove Cristo è cresciuto, vissuto, morto e dove ci ha redenti con la sua Risurrezione. Lì dove è nata la prima comunità cristiana e dove è stata diffusa la Buona Notizia. Proprio lì dove oggi, come da sempre, si vivono conflitti, fanatismi, divisioni, odio. Triste, ma affascinante, nonostante tutto. Chi ripercorre quei luoghi non può che essere catturato in un vortice di emozioni che lo travolgono completamente. Camminare in quei percorsi attraversati tante volte da Gesù, pregare in quella cornice così suggestiva dove anche Gesù pregava, notare l'indifferenza di tanta gente che affolla quei luoghi per noi sacri, per loro soltanto utili. Che emozione leggere e meditare brani del Vangelo che narrano di quei luoghi proprio lì, fa un effetto strano, un sentimento unico e indescrivibile. Quando sono partito, portavo con me un bagaglio carico di domande e di preghiere, di tutte le persone che mi avevano chiesto di essere ricordate in quei luoghi santi. Ma le due domande che mi hanno accompagnato per tutto il viaggio sono state: “Chi sei Gesù?” e “Chi sei Gesù per me?” Domande apparentemente facili, ma alle quali dare una risposta è tutt'altro che immediato. La mia permanenza in Palestina è stata di due settimane, tempo lungo, ma mai abbastanza sufficiente. Con i miei fratelli del Seminario ho avuto la grande opportunità di pregare, visitare e studiare, lì, in quei luoghi così unici per la nostra fede, e di rifare l'esperienza che più di duemila anni fa fecero gli apostoli: seguire Gesù in quei luoghi dove tutto è iniziato. Uno degli aspetti che più mi ha fatto riflettere è il vedere la convivenza, a volte la reciproca sopportazione (non sempre serena) delle varie confessioni religiose. Emblematico a riguardo è il Santo Sepolcro, dove è visibile questa convivenza sotto il medesimo tetto. Questo mi ha spinto a pregare perché l'unica tunica di Cristo, che è la Chiesa, ora strappata in tanti brandelli, possa tornare tessuta tutta d'un pezzo. Sono grato al Signore per questa occasione unica che mi ha concesso. State sicuri che abbiamo pregato per ciascuno di voi e per le nostre comunità parrocchiali, ho deposto ai piedi della croce sul calvario il ricordo degli ammalati, perché il Signore, che ha patito per tutti noi, li aiuti a portare la loro croce; ho ricordato a Cana tutte le famiglie e ho chiesto che la presenza di Cristo nelle nostre case non faccia mai cessare la festa; ho affidato tutti i bambini delle nostre comunità all'infante di Betlemme e pregato per tutti i nostri defunti nel Sepolcro, chiedendo che la luce del Cristo risorto illumini quanti vivono nel dubbio o nel dolore a causa della perdita di una persona cara. Il Signore accolga tutte queste intenzioni e doni a tutti la gioia di condividere un cammino che ci rende persone trasfigurate, capaci di portare a tutti la vera felicità.

Mauro
Invia ad un amico Visualizza per la stampa



Vedi anche
28/08/2010 11:39:00
MINISTRI DELLA PAROLA

10/10/2011 16:28:00
UN GIORNO PARTICOLARE

20/04/2011 11:57:00
Vivere e non vivacchiare

29/03/2012 07:11:00
l messaggio del Papa per la Gmg: Giovani, siate sempre lieti nel Signore

07/12/2010 12:55:00
Ancilla Mazzola: una vita dedicata alla preghiera