Unità Pastorale Toscolano Maderno

30/04/2011 11:49:00
da Asianews

Rivoluzione egiziana: Cristiani e Musulmani uniti


Molti si chiedono se la rivoluzione egiziana e la caduta del governo di Muhammad Hosni Mubarak, che era un presidente politicamente moderato, non rischia di far cadere l'Egitto nelle braccia dei Fratelli Musulmani o di qualche gruppo islamico estremista.
'; ';

Non c’è dubbio che Mubarak si era opposto ai Fratelli Musulmani e che aspirava a uno Stato laico e a una società laica moderna (dawlah madaniyyah hadîthah, piuttosto che dawlah ‘almâniyyah, come ha detto lui stesso nel suo discorso all’Azhar del 5 settembre 2010 e di nuovo al Parlamento il 19 dicembre 2010.

Intanto, però, il movimento dei Fratelli Musulmani è un po’ cambiato: dopo aver rinunciato alla violenza, non mira più a fondare un califfato islamico, né ad applicare la sharia islamica in tutti i suoi aspetti. Mira certo a mantenere le grande linee della pratica musulmana, ma non si sa fino a che punto. Comunque, accanto a questo movimento altri ugualmente forti vogliono una società più neutrale e più libera anche riguardo alle tradizioni religiose, come appare chiaramente nel sondaggio realizzato al Cairo ed ad Alessandria nei giorni 5-8 febbraio corrente, come vedremo un’altra volta.

Si sa che il patriarca Shenuda III non era favorevole, nella prima settimana, al movimento popolare e difendeva ardentemente il presidente Mubarak. Il motivo era che non si sapeva come sarebbe andato a finire questo movimento. Il popolo copto invece è sceso per strada dai primi giorni. La  “rivoluzione”, meglio l’intifada egiziana, è stata popolare. Copti è musulmani andavano mano nella mano, senza discriminazioni. Forse proprio in reazione all’attacco selvaggio contro la chiesa dei Santi ad Alessandria nella notte del capo d’anno.

Piuttosto che farne un discorso, mi è sembrato ­più utile – una volta tanto – mostrare delle foto della Piazza della Liberazione (Midân al-Tahrîr). Sono dieci foto che mostrano musulmani e cristiani, con i loro simboli religiosi, mano nella mano. Per noi egiziani questo fatto ricorda la “Rivoluzione egiziana del 1919” contro il Regno Unito che occupava l’Egitto e il Sudan, subito dopo l’armistizio dell’11 novembre 1919 in Europa, dopo la prima guerra mondiale

 Manifesto con croce e luna crescente e scritta “Gli Egiziani una mano sola”

1 - Manifesto con croce e luna crescente e scritta “Gli Egiziani una mano sola”

 Manifestanti con cartello che recita: “cristiani e musulmani una mano sola”

2 - Manifestanti con cartello che recita: “cristiani e musulmani una mano sola”

 Cristiani proteggono i musulmani in preghiera

3 - Cristiani proteggono i musulmani in preghiera

 

  Musulmano e cristiano con Croce e Corano in una manifestazione avvenuta il 6 febbraio a piazza Tahrir

4 - Musulmano e cristiano con Croce e Corano in una manifestazione avvenuta il 6 febbraio a piazza Tahrir

 

  Cristiano copto con cartello: “Musulmani e cristiani sono fratelli, vattene Mubarak sei un codardo”

5 - Cristiano copto con cartello: “Musulmani e cristiani sono fratelli, vattene Mubarak sei un codardo”

 

  Cristiano copto e imam islamico alzano le dita in segno di vittoria

6 - Cristiano copto e imam islamico alzano le dita in segno di vittoria

 

  Egiziani cristiani e musulmani insieme per la libertà

7 - Egiziani cristiani e musulmani insieme per la libertà

 

  Bambino con Croce e mezzaluna crescente

8 - Bambino con Croce e mezzaluna crescente

 

 

9 – Musulmano con croce e mezzaluna sugli occhiali da sole, prega sulla bandiera egiziana

 

 

10 - Giovani manifestanti con Croce e Corano

Invia ad un amico Visualizza per la stampa



Vedi anche
16/09/2010 12:10:00
Leader islamici indiani condannano l'attacco ai cristiani nel Kashmir e Punjab

02/03/2012 03:50:00
Musulmani e cristiani ricordano Shahbaz Bhatti, 'leader' delle minoranze

21/02/2012 05:16:00
Il Parlamento egiziano difende i copti dalla minaccia salafita

16/08/2011 00:45:00
Migliaia di cattolici vietnamiti in preghiera contro gli arresti del governo

27/10/2010 13:44:00
Dal Sinodo per il Medio Oriente la «polifonia» della comunione