Unità Pastorale Toscolano Maderno

20/08/2010 19:01:00 Unità Pastorale
dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

ROMA 2010: LA PASTORALE DEI MINISTRANTI


Dal 2 al 4 Agosto 2010 in Piazza San Pietro in 55.000 da tutta l'Europa e oltre. Particolare e fondamentale ruolo all'interno della vita della comunità cristiana e di tutta la Chiesa riveste il gruppo dei Ministranti, che da sempre rappresenta e che soprattutto negli ultimi anni ha assunto una sua specifica fisionomia, grazie alla cura e al contributo di tanti sacerdoti e fedeli laici, che credono profondamente al bene che può portare un tale servizio.
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Particolare e fondamentale ruolo all’interno della vita della comunità cristiana e di tutta la Chiesa riveste il gruppo dei Ministranti, che da sempre rappresenta e che soprattutto negli ultimi anni ha assunto una sua specifica fisionomia, grazie alla cura e al contributo di tanti sacerdoti e fedeli laici, che credono profondamente al bene che può portare un tale servizio. Il Concilio Ecumenico Vaticano II riguardo a tale realtà scrive: Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della « schola cantorum » svolgono un vero ministero liturgico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine. (SC, 29).” Le parole della Costituzione conciliare ci aiutano a comprendere che il gruppo dei Ministranti non è sicuramente una realtà nata per caso nella vita nella Chiesa, ma è una proposta efficace per la formazione umana e spirituale di tanti bambini e di tanti giovani. Formare dei bambini e dei ragazzi ad una sensibilità prettamente liturgica significa orientarli ad una accoglienza graduale del Mistero nel loro cuore, dove lo Spirito parla ed interpella in modo singolare ed unico per scelte veramente grandi di vita, come il Sacerdozio e la vita religiosa. La presenza del gruppo dei Ministranti all’interno di una comunità parrocchiale diventa proficuo strumento per alimentare e rafforzare la capacità di generare grandi progetti di vita anche nell’animo dei più giovani. Non è sicuramente tempo perso o magari sottratto ad altre attività pastorali, perché il gruppo dei Ministranti può essere veramente un vivaio di vocazioni per tutta la Chiesa. Nell’Istruzione Redemptionis S a c r ame n t um d i Pa p a Benedet to XVI s i legge: “E’ veramente ammirevole che persista la nota consuetudine che siano presenti dei fanciulli o dei giovani, chiamati di solito Ministranti, che prestino servizio all’altare alla maniera dell’accolito. [...] Non si deve dimenticare che dal novero di questi fanciulli è scaturito nel corso dei secoli un cospicuo numero di ministri sacri” (n° 49). Se ripenso alla mia esperienza personale, devo dire che l’aver preso parte a tale gruppo fin dalla tenera età mi ha permesso di maturare in maniera sicuramente consapevole e più profonda la chiamata che Dio mi rivolgeva per la vita sacerdotale. E’ per questa stessa ragione che il gruppo dei Ministranti può assumere la fisionomia di vero vivaio per vocazioni a speciali stati di vita o sacerdotale o consacrata. Il contatto diretto con l’Eucaristia nella celebrazione della Messa, la presenza e la testimonianza dei Sacerdoti possono essere uno stimolo a prendere coscienza della chiamata del Signore. Ritroviamo questo pensiero nella Lettera Enciclica Ecclesia de Eucaristia, dove il Santo Padre Giovanni Paolo II afferma che il Signore: “spesso si serve dell’esempio di zelante carità pastorale di un Sacerdote per seminare e sviluppare nel cuore del giovane il germe della chiamata al Sacerdozio” (n° 31). Mi piace ricordare le parole della Lettera sull’Adorazione Eucaristica, scritta dal Santo Padre in occasione del XLVII Congresso Eucaristico Internazionale, celebrato nel contesto del Giubileo del 2000: “Tutta la vita interiore ha bisogno di silenzio e di intimità con Cristo per crescere. Questa familiarità progressiva con il Signore permetterà ad alcuni giovani d’impegnarsi nel servizio dell’accolitato e di partecipare più attivamente alla Messa; stare presso l’altare è per i giovani anche un’occasione privilegiata per ascoltare la chiamata di Cristo e seguirlo più radicalmente nel ministero sacerdotale” (n° 7).
Don Carlo Moro
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