Unità Pastorale Toscolano Maderno

09/03/2011 17:56:00 Fasano
Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

RICORDANDO DON OTTORINO


Due testimonianze di parrochiani Don Ottorino è stato parroco di Fasano per quasi trent'anni. Questa sua anomala permanenza nello stesso posto ha permesso, però, il consolidarsi di una realtà: per tutto questo tempo don Ottorino è stato vero punto di riferimento per la comunità e anche per il paese intero. Per molti, per me ad esempio, è stato accompagnatore lungo tutta la strada dei Sacramenti, dal Battesimo sino alle porte del Matrimonio.
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IL RICORDO DI UN NOSTRO PARROCCHIANO
Don Ottorino è stato parroco di Fasano per quasi trent'anni. Questa sua anomala permanenza nello stesso posto ha permesso, però, il consolidarsi di una realtà: per tutto questo tempo don Ottorino è stato vero punto di riferimento per la comunità e anche per il paese intero. Per molti, per me ad esempio, è stato accompagnatore lungo tutta la strada dei Sacramenti, dal Battesimo sino alle porte del Matrimonio. Un bel vantaggio avere sempre la stessa figura a seguirti, che ti conosce, sa come spronarti, come consigliarti, ma anche che tu stesso conosci, sai dove trovare e come interrogare! Famosi erano le sue battute e i proverbi che, se sulle prime a volte ferivano, sempre risaltavano per evidenza e chiarezza. Certo questa situazione ha anche creato frizioni e contrasti con molti: anche se era sempre disponibile ad ascoltare, non fu di parola dolce, spesso fu duro, quasi polemico, ma fermo, mai disposto a scendere a compromessi. Sua preoccupazione frequente era quella di non essere di scandalo a nessuno, ma in realtà seppe essere qualcosa di più: in tutta la sua esperienza fasanese, fino alla morte, è stato testimonianza a tutti, soprattutto nella malattia e nel dolore; lui che confidava di temere la sofferenza fisica, fu vero leone nel momento della prova. A me, che ho avuto la benedizione di assistere anche all'ultima sua messa celebrata a Fasano, nella sala del camino della canonica, fra pochi parrocchiani, il giovedì prima di essere definitivamente ricoverato, resta un ricordo indelebile di una presenza forte e viva fino all'ultimo, un sacerdote legatissimo alla sua chiesa (c'è stato chi l'ha definito una vittima del terremoto: come non vedere un collegamento fra il crollo della Parrocchiale e il suo declino fisico?), alle liturgie a lungo preparate, ai bambini, sia quelli del catechismo, sia quelli del Grest (partecipava a tutte le gite, spesso stupendo noi bambini con racconti e canzoni in dialetto che diventavano presto dei classici del nostro repertorio canoro), sia quelli del piccolo clero (non si era mai meno di una decina sull'altare, e tutti ordinati, preparati, silenziosi e partecipi), a tutta la comunità (don Motorino lo chiamavano quando girava per le frazioni con la vespa). E come non fare anche menzione della sorella Graziella, che tutti chiamiamo "la Signorina", il braccio destro, e anche sinistro, del compianto don Ottorino: nel loro orto sono cresciuti frutti di incredibile benedizione (basti ricordare suor Danila, don Fabrizio e suor Silvia), che sono stati di certo per loro gioia e orgoglio, e per noi parrocchiani segno evidente di una grazia feconda e di un impegno serio e paziente.
Un parrocchiano

UN'ALTRA TESTIMONIANZA
Don Ottorino Castellini è stato parroco della comunità di Fasano per 27 anni. Centinaia e centinaia di persone vennero a fargli visita in quella camera ardente allestita di fronte alla sua Chiesa che tanto amava, colpita dal terremoto del 24 novembre 2004. Fu una terribile esperienza per lui, ma anche per tutti noi. Eravamo stati colpiti al cuore, non avevamo più la nostra Chiesa. Per don Ottorino incominciò il calvario delle celebrazioni liturgiche in una tenda allestita nel campo da calcio dell’oratorio. Lui la chiamò “La tenda del convegno” perché lì Dio era presente. Purtroppo la sua Chiesa resa inagibile fu per lui una prova durissima che segnò fisicamente la sua persona. Cresciuto a Maderno, fu ordinato sacerdote a Brescia il 20 giugno 1964. Chi era don Ottorino? Era un uomo deciso e sicuro, non amava le mezze misure. Il suo sì era un sì di fedeltà alla sua Chiesa. Il Tempio era il luogo da lui preferito perché poteva stare con il suo Signore. Don Ottorino ha vissuto intensamente e con entusiasmo la sua vita sacerdotale. Qui a Fasano con la sorella Graziella iniziò nel 1979 il suo lavoro, a partire dall’oratorio. Con tanta energia e coraggio in breve tempo diede una svolta concreta recuperando giovani e famiglie. Il 20 giugno 2004 tutta la comunità ha voluto festeggiare con lui il suo 40° anniversario di Ordinazione Sacerdotale. Era una giornata bellissima, i raggi del sole entravano dalle finestre laterali dell’altare maggiore, sembrava che anche lo Spirito Santo con i suoi raggi luminosi volesse entrare e gioire con noi ricordando la Prima Eucaristia di don Ottorino. Cercando il senso più profondo dell’esistere, lui aveva incontrato quel dono preziosissimo che è la fede, fino a consacrare tutto se stesso al Signore. Una vocazione, frutto di una libera e consapevole decisione, una coraggiosa scelta d’amore per il suo Dio. Quante esperienze, quante persone ha incontrato nella sua vita sacerdotale, quanti momenti di prova e di scoraggiamento che ha sempre saputo superare con l’aiuto della Divina Provvidenza. Dalle mani di don Ottorino tanti di noi hanno ricevuto i sacramenti, momenti di gioia e di incontro con Gesù Eucaristia, e ancora per opera sua abbiamo ricevuto il perdono dei peccati. Durante il suo ministero parrocchiale nacquero delle vocazione sacerdotali e religiose. La sua fedeltà al sacerdozio, il suo esempio, la sua fede forte e convincente seppero gettare quel seme che ancora prima di morire diede dei buoni frutti. Il cammino negli ultimi mesi della sua vita fu unito al crocifisso e alla volontà di Dio, e ripeteva: “Voglio cantare in eterno la bontà del Signore”. Preghiamo per lui e con lui perché il Signore mandi nelle nostre parrocchie ancora nuove vocazioni e perché, nel suo grande amore, gli conceda la gioia del Paradiso. Anche noi oggi, in questo cammino di fedeltà a Dio, preghiamo per la Chiesa e i suoi sacerdoti affinché non perdano mai la forza, il coraggio, la fede, l’integrità morale e sappiano amare tutti quelli che si affacciano alla loro vita. La Vergine Maria ci aiuti tutti a vivere bene in sua compagnia la nostra vocazione e ravvivi in noi la fede nel suo figlio Gesù.
Una parrocchiana 
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