Unità Pastorale Toscolano Maderno

09/03/2011 17:52:00 Fasano
Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

Quinto anniversario della morte di don Ottorino


In ricordo del nostro parroco, riportiamo un estratto dell'omelia che il vescovo Giulio Sanguineti ha pronunciato nel giorno del funerale di don Ottorino: "Attraverso Cristo sale a Dio il nostro amen per la sua gloria" (2 Cor. 1, 20): è l'amen di don Ottorino alla volontà del Signore che mi ha ripetuto sabato nel mio ultimo incontro con lui: quell'amen, definitivo, è salito al padre nella notte del 22 febbraio 2006, nella festa della Cattedra di San Pietro.
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“Attraverso Cristo sale a Dio il nostro amen per la sua gloria” (2 Cor. 1, 20): è l’amen di don Ottorino alla volontà del Signore che mi ha ripetuto sabato nel mio ultimo incontro con lui: quell’amen, definitivo, è salito al padre nella notte del 22 febbraio 2006, nella festa della Cattedra di San Pietro. Dicevo, una coincidenza col suo testamento dove scrive: “Credo fermamente nella Divina Provvidenza”: a quella si è affidato in vita e si è abbandonato in morte. Come di Gesù anche di don Ottorino si può dire che la sua vita non fu un sì e un no, ma fu un sì. Il vostro parroco, carissimi fedeli di Fasano, non accettava le mezze misure, qualche volta sì qualche volta no: era deciso e preciso: era la sua forza di educatore sapiente e fermo. Ha praticato quanto ha indicato S. Giacomo: “Il vostro sì sia sì, e il vostro no no” (5, 12). Ripensando a questo suo ultimo periodo di vita, durante il quale il suo corpo è venuto lentamente disfacendosi per il malanno che lo ha portato alla morte, dobbiamo dire senza esitazione, anche se con un po’ di azzardo, che il nostro confratello e parroco è vittima del terremoto, che ha reso per lui e per voi, carissimi fedeli, la chiesa inagibile e lo ha colmato di tante dure prove. Lui sacerdote adoratore di Dio è stato privato in un batter d’occhio del luogo più caro a lui, più amato per l’adorazione. La chiesa era il luogo dove don Ottorino stava con Gesù Eucaristia. Lo stare con Dio per un prete è la fonte della sua forza. Di lì ha attinto quella fede che gli ha fatto scrivere nel testamento “sono vissuto nella povertà, ma non è mai mancato nulla”…”ho vissuto intensamente e con entusiasmo”…”l’importante è la salvezza della mia anima in vista della resurrezione futura nella quale credo e spero”: è il desiderio che abbiamo sentito nel vangelo nella preghiera sacerdotale e che Gesù ha promesso come realtà. “Padre, quelli che mi hai dato, voglio che siano anch’essi con me dove sono io…”(cfr. Gv 17,24-26). Il vostro parroco stava con Dio per intercedere per i parrocchiani, per l’umanità intera, come Mosè sul monte, come Cristo in croce. Negli ultimi giorni il suo cammino fu da crocifisso, sofferente, ma sempre orante, in preghiera. Pregava col salmo e diceva: “il Signore è il mio pastore, non manco di nulla”. Quasi si aggrappava a questa fede che lo faceva sicuro che, nonostante la sofferenza, non gli faceva mancare il Signore. L’affiatamento con voi parrocchiani di Fasano lo ha sentito ed alimentato fino all’ultimo, infatti circa la sua sepoltura scrive: “desidero rimanere presso la comunità di Fasano che ho servito così a lungo. Pertanto, se è possibile, seppellitemi nel cimitero di Fasano accanto alla tomba dei miei predecessori”: questa è aggiunta del 19 dicembre 2005. Era nato a Maderno il giorno di Natale del 1932 e ordinato sacerdote a Brescia il 20 giugno 1964. L’ubbidienza lo ha chiamato in varie parrocchie come vicario cooperatore: a Remedello Sotto, a Gardone Val Trompia, a Bovegno. Quindi parroco a Navazzo e Sasso e poi qui a Fasano per 26 anni circa, in alcuni dei quali ha servito anche l’ex ospedale Santa Corona. Tanti anni di fedeltà agli ideali della propria vocazione, agli ideali dei vent’anni che ha vissuto “intensamente e con entusiasmo”, come scrive nel suo testamento: intensità ed entusiasmo che lo hanno reso capace di donare ad altri la testimonianza della risposta alla vocazione: durante il suo ministero parrocchiale sono fiorite anche le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa. Tanti anni di fedeltà alla parrocchia e alle sue tradizioni religiose, ai suoi valori spirituali. Fedeltà a persone concrete, a volti noti ed amati, nella disponibilità piena al servizio, con la preghiera, le parole, le opere. Dio che non viene mai meno nel suo amore conforti voi tutti, l’affezionatissima sorella e i parenti tutti, ai quali intendo partecipare la vicinanza anche del vescovo ausiliare e dei vescovi emeriti. A tutti voi la mia gratitudine per l’assistenza prestata a don Ottorino, in ospedale e qui: ho avuto possibilità di constatare l’affiatamento col vostro parroco in ospedale, dove ebbi la possibilità di condividere alcuni giorni con don Ottorino e la grazia di amministrargli il Sacramento dell’Unzione degli infermi. Ora lo ringraziamo di aver accettato il dono della vocazione presbiterale e il compito di servire la diocesi dove il Signore lo ha chiamato. Preghiamo per lui perché possa essere al più presto nella gloria piena del Signore. Preghiamo per lui perché il Signore mandi vocazioni sacerdotali e religiose e missionarie alla diocesi e alla Chiesa. Uniamoci nella fede del nostro amore all’amore di Dio e preghiamolo perché il vostro parroco, cari fedeli, e il vostro confratello, cari sacerdoti, goda per sé e per noi, con Maria Santissima, con i Santi Faustino e Giovita, e con tutti i santi, le gioie dell’amore eterno.- 
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