23/09/2010 09:03:00 Fasano Unità Pastorale dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE
PRIMA PROFESSIONE DI SUOR SILVIA PERINI di Fasano del Garda
Il giorno 11 settembre, la nostra parrocchia ha vissuto un momento molto importante:
Silvia Perini, terminato il noviziato, ha fatto la Prima Professione Religiosa, nella Famiglia
delle suore Dorotee di Cemmo. Con i suoi genitori e familiari siamo andati numerosi
nella chiesa Parrocchiale di Cemmo (Val Camonica) e abbiamo partecipato alla
Celebrazione Eucaristica nella quale Silvia ha offerto la sua giovane vita al Signore,
attraverso i voti di castità, povertà e obbedienza.
Le due testimonianze che pubblichiamo vogliono esprimere il grande affetto e la cordiale
partecipazione di tutta la nostra comunità cristiana, riconoscente al Signore per il
dono di questa gioiosa vocazione.
Vogliamo inoltre condividere la gioia di papà Rudy, di mamma Daniela e di tutti i familiari.
Cara Silvia,
alcuni giorni fa mi è stato consegnato l’invito per partecipare alla tua prima professione: che sorpresa e che emozione! L’ho letto tutto di un fiato perché ero commosso. Poi, passato il primo entusiasmo, l’ho riletto con calma, assaporando una per una tutte le parole che vi erano scritte. Grazie Silvia! Cosa posso dire...sei arrivata dove volevi! Anzi sei arrivata a dare la tua risposta a Chi ti ha chiamato. Sii contenta! E’ vero che sei ancora agli inizi, ma da quando ti ho conosciuta ho sempre saputo che sotto sotto, tra le incertezze, le paure, le ansie, la stoffa c’era e la decisione era già stata presa nel profondo del tuo io: bisognava solo farla maturare e portarla alla luce del sole. Poi mi è arrivata la richiesta del parroco di scrivere due righe per un articolo che voleva inserire tra gli altri nel notiziario dell’unità pastorale. Come puoi immaginare, conoscendomi, in un primo momento ho rifiutato, ma poi vista la sua sincera persuasione, non ho potuto dirgli di no. Perciò eccoci qua! Cominciamo dal tuo soprannome: SuorSì! Tutti si chiederanno perché ti chiamo così? Ti ricordi quando te l’ho dato? Guarda caso durante uno dei nostri colloqui. Tutto da collegarsi alle tue continue risposte positive rispetto alle mie domande e affermazioni:” Sì Sì”. “Si si, è proprio così”. Da allora ti ho soprannominato SuorSì e per giunta andava bene anche come diminutivo di Silvia. Perciò da quel momento in poi per me sei stata, sorella SuorSì. E’da molti anni che ci conosciamo e, tra i tanti momenti passati in tua compagnia, mi viene in mente quella volta che mi chiedesti un incontro. Io ero di passaggio, ci incontrammo, e tra i saluti e il parlare del più e del meno a un certo punto, con molta timidezza e imbarazzo, mi dicesti che avevi deciso di seguire il tuo cuore e di diventare suora . Se non sbaglio ti devo aver sollevato da terra abbracciandoti dalla felicità, ma tu prontamente mi informavi che bisognava fare un passo alla volta e usare la massima prudenza e verificare se questa era la tua vera strada. Io ti dissi che non avevo alcun dubbio sulla tua scelta, ti avrei sempre sostenuta e incoraggiata con tutto me stesso unito nella preghiera. Oggi ci siamo arrivati! Cosa ne dici? Sento che sei felice e che vivi questi giorni con grande intensità e apprensione, ma pieni di gioia e fiduciosa speranza, ormai consapevole, sicura e soprattutto serena per quello che stai facendo.
Oggi anch’io condivido la tua gioia, perché ho ricevuto gioia e luce da te dal nostro ultimo incontro. Ti ho trovata raggiante, sorridente, felice, insomma in pace con te stessa e con il resto del mondo. Questo tuo modo di fare lo trasmetti a tutte le persone che incontri, lasciamelo dire, nonostante la tua figura minuta e esile da “peso piuma”. Ti sono stato sempre vicino con il pensiero e con la preghiera per sostenerti e ti devo ringraziare, cara “SuroSì”, perché ricevevo altrettanto se non di più da te, quando ci incontravamo o ci sentivamo per telefono. Si è istaurato negli anni tra di noi un vero rapporto di amicizia che va oltre quello che si può immaginare, come quella volta che, dopo un lungo periodo senza avere tue notizie, mi stavo preoccupando seriamente Invece per Pasqua sono suonate le campane e mi è arrivato un splendido augurio che diceva più o meno così: “ La gioia di un cristiano è condividere coi fratelli la felicità della Pasqua! Guardare con gli occhi di Dio, commuoversi per la bellezza, piangere con chi soffre, gioire con chi è nella gioia, amare gratis, essere vicini con una compagnia delicata, far crescere lasciando liberi...”. Ecco cosa posso dire di te cara Silvia, tutto questo sei tu! Un raggio di luce che riflette l’amore che ricevi per donarlo a chi incontri. Tu riesci a comunicare questo amore con il tuo sorriso e come hai scritto sul tuo invito ti auguro di essere fuoco che con il suo calore dona vita. Mi hanno detto che la pubblicazione del notiziario avverrà dopo che noi tutti avremo partecipato alla celebrazione del 11 settembre nella chiesa di Cemmo e fatto festa. Spero di esserci e di vivere con tutta la tua comunità attuale, e quella di appartenenza uno dei momenti più belli per una persona che si dona e si consacra a Dio.
Che la tua offerta a Lui della tua vita sia oltre che un dono totale, un segno profondo per le persone che ti vogliono veramente bene e quelle che ti incontreranno sul loro cammino. Buona prima professione religiosa, mia cara Silvia, che Dio ti benedica.
Un amico
La vita dà frutto se la si dona agli altri con gioia
Descrivere i sentimenti che ho provato quando ho appreso della prossima prima professione di Silvia Perini (11 settembre 2010) non mi è facile.
Entrambe siamo di Fasano del Garda, ed è gioia per me poter constatare che lì, nel nostro paese , c’è ancora qualcuno che sa accogliere di andare contro corrente per rispondere “ SI “ ad una “chiamata speciale”. La mia mente e il mio cuore ritornano a quando io stessa ho vissuto tutto questo per iniziare una nuova scelta di vita.
Fare “ prima professione religiosa “ significa accogliere la chiamata di Dio che chiede di seguire Suo Figlio Gesù. Quanto mi sentivo piccola e peccatrice! Eppure Lui mi ha chiamata e ogni giorno mi ridona la grazia della Sua presenza che mi rende attenta ai piccoli e ai poveri. Sovente il cuore batte; tanti sono gli interrogativi che affiorano, ma con il cammino di formazione, che precede e segue la prima professione religiosa, ci si sente aiutati fortemente a scrutare il proprio cuore e ad avere il coraggio di chiedere al Signore la grazia di comprendere il “ COME “ rimanere in e con Lui per poter essere dono agli altri.
Il Signore chiede a chiunque accetta di seguirlo la libertà del cuore e la gioia di donarsi, la rinuncia a costruirsi una propria famiglia per dare testimonianza del primato del Signore Gesù nella propria vita, primato che ci abilita a donarci senza misura ai fratelli che Lui stesso ci dona di incontrare.
E’ questo un “ momento speciale “ nel quale la propria famiglia e la comunità parrocchiale si stringono attorno a chi sta pronunciando il proprio “ SI “ ed è meraviglioso perché ci si sente parte di una grande comunità.
In questi giorni mi trovavo a Fasano in visita alle mie sorelle e durante la celebrazione eucaristica ho sentito il Parroco, Don Carlo Moro, dare l’annuncio della prima professione di Silvia. La comunità quel giorno si stringerà attorno a Silvia con l’affetto, ma soprattutto con la preghiera affinché la scelta di Silvia sia sigillata dall’amore e dalla fedeltà del Signore Gesù, che per lei diventerà UNICO E CENTRO della sua vita.madre Danila Bertasio f.d.c.c.
Non posso non ricordare con affetto i sacerdoti don Ottorino Castellini e don Gino Genovesi insieme a tante madri canossiane e a tutta la comunità cristiana di Fasano sul Garda che hanno contribuito a far si che nel seno alla comunità sbocciassero vocazioni religiose e sacerdotali. E’ una ricchezza che va colta con un grazie al Signore Gesù e che va accompagnata con la preghiera affinché si possa essere ogni giorno fedeli alla chiamata. A Silvia il mio e nostro augurio si fa preghiera affinché nel nuovo tratto di cammino che sta per intraprendere alla sequela di Gesù, con la prima professione religiosa, sigilli il desiderio di non staccarsi mai da Lui che è fedele e che sappia sempre “ puntare in alto “ per essere capace di donarsi ai fratelli con immensa gioia.
Il mio augurio per Silvia:
Un giorno rabbi Nachum arrivò inatteso a scuola e trovò gli alunni che giocavano a dama appena videro il maestro, i ragazzi si confusero e smisero di giocare. Ma egli li salutò e chiese: “ Conoscete le regole del gioco della dama” ? Quelli per vergogna non aprirono bocca. Allora il maestro continuò: “ Vi dirò io le regole del gioco. La prima è: non si possono fare due passi per volta. La seconda: si può solo andare avanti e non si può retrocedere. E la terza: quando si è in cima, si può andare dove si vuole” (dai racconti Chassidim) Punta sempre in alto Silvia e troverai nel Signore Gesù la pienezza della gioia.
Con affetto e stima
madre Danila Bertasio f.d.c.c.
Omelia per la Prima professione di Silvia Perini
11 settembre 2010 - Cemmo
Sia lodato Gesù Cristo.
Non intendo fare una prolungata riflessione.
L’eucaristia, la Parola di Dio, il rito della prima professione sono già densi di valore teologico ed esistenziale.
“Amerò Dio con tutto il cuore, perché egli fu il primo ad amarmi”
Fu questo il programma che ispirò tutta la fervida vita spirituale della Beata Annunciata Cocchetti, fondatrice delle Suore Dorotee di Cemmo. Basterebbe meditare questa espressione per comprendere quanto oggi avviene in questa celebrazione.
Come disse Giovanni Paolo II nella solenne celebrazione di Beatificazione nel 1991: “decise di dedicare la propria vita al bene delle anime, applicando nella sua opera educativa il metodo della “correzione fraterna secondo il Vangelo”.
Amerò Dio con tutto il cuore: amare il segreto della riuscita della nostra vita.
Non perché sono bravo, non perché mi sento, non perché mi è comandato. Amerò perché EGLI fu il primo ad amarmi.
Colui che mi ha sedotto, mi ha trascinato in una esperienza di amore, unica irripetibile, … Una riposta consapevole al suo amore.
Nella Liturgia della Parola abbiamo ascoltato San Paolo: “Benedetto sia Dio…“ “In Lui ci hai scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci ad essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo”.
E il Vangelo di Giovanni “Padre, Voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo”.
Tutto il mistero cristiano trova qui la sua sorgente e la sua efficacia. La nostra vocazione. Chi è l’uomo? Chi sono io?. Chiamati ad essere santi… E’ il segreto della riuscita della nostra vita.
Sei chiamata a seguire il Signore Gesù più da vicino, nella chiesa, per i fratelli.
Più da vicino: chi è vicino vede meglio e sente meglio.
• Vedi meglio il suo volto, il volto di Gesù. Guardandolo in faccia nella preghiera puoi capire dal suo volto cosa EGLI VUOLE. Dai suoi occhi, guardati così da vicino, vedi il volto dei fratelli. I loro bisogni, le loro necessità.
• Senti meglio la sua voce nell’ascolto della Sua parola. Nella sua voce senti le voci dei fratelli che invocano, che pregano, che cercano Dio.
E se uno vede e sente di più può e deve amare di più e meglio. Amare Dio e in Lui i fratelli e le sorelle.
Cara Silvia, la tua professione è il tuo “Si” alla vocazione. E’ un si, ormai maturo, consapevole e pieno di entusiasmo. Ma come ogni si umano è segnato anche dalla debolezza umana. Il tuo “Si” è dentro il grande “SI” di Gesù. Il SI dell’obbedienza e dell’offerta della sua vita. Il SI del dono totale di sé, il SI sigillato dal suo sangue versato e dalla sua carne crocifissa. E’ un Si personale, dentro una compagnia di sorelle, attratte e sostenute dal carisma educativo di una donna che dice: “Fatevi sante – (è questo il testamento spirituale lasciato alle sue figlie) - facendo del bene alle giovani a voi affidate”.
E’ una strada sicura di santità. Un cammino segnato da passi che non falliscono. Riconoscenza per la famiglia di Silvia (genitori e familiari). Per l’amore, la dedizione profusi negli anni della sua infanzia e giovinezza.
Riconoscenza per questa nuova famiglia che ora accoglie la tua consacrazione, il tuo nuovo stato di vita.
Cara Silvia, insieme ai cari confratelli che concelebrano questa eucaristia e alle tue sorelle preghiamo perché “come sposa di Cristo possa tu accendere quel fuoco di carità che Gesù è venuto a portare sulla terra”. Sia lodato Gesù Cristo.