21/02/2012 08:35:00 Unità Pastorale Dal Bollettino dell'Unità Pastorale
NOSTALGIA
La Comunità parrocchiale ed il gruppo Caritas hanno incontrato, come di consuetudine nel mese di dicembre, le "nostre badanti" per vivere un momento conviviale e di preghiera in preparazione del Santo Natale (che per loro cade nel giorno dell'Epifania). In numerosa presenza Ucraine, Polacche, Moldave, Rumene, hanno accolto l'invito della nostra Comunità.
La Comunità parrocchiale ed il gruppo Caritas hanno incontrato, come di consuetudine nel mese di dicembre, le “nostre badanti” per vivere un momento conviviale e di preghiera in preparazione del Santo Natale (che per loro cade nel giorno dell’Epifania). In numerosa presenza Ucraine, Polacche, Moldave, Rumene, hanno accolto l’invito della nostra Comunità. Devo dire che quest’incontro mi ha particolarmente commosso. Donne giovani e meno giovani (età media 50 anni) che lasciano a casa realtà diverse, spesso disperate, e che per necessità, con grande spirito di adattamento, entrano nelle nostre famiglie e sostengono situazioni a volte molto pesanti. Questa piccola Comunità dell’Est presente sul nostro territorio, pur essendo molto eterogenea, ha qualcosa che la accomuna nel profondo del cuore: la nostalgia della lontananza. Lontano il loro paese, lontana la propria casa, lontani i propri affetti; ecco perché un momento come quello vissuto il 19 dicembre in oratorio a Maderno è stato sentitamente condiviso. Don Leonardo ci ha accompagnati nella preghiera comunitaria ed ha invitato le badanti a cantare i loro canti natalizi: quanta malinconia e nostalgia vibravano in quelle voci. Ci siamo tutti commossi tanto che Don Leonardo ha cercato di alleggerire il momento con una battuta. Alla fine ci siamo ritrovati in compagnia per gustare torte e pasticcini preparati dalle numerose volontarie del nostro gruppo e per scambiarci gli auguri. Già conoscevo di vista alcune di loro, ma ero curiosa di sapere cosa pensassero in generale di noi italiani: tutte mi hanno risposto che siamo un grande popolo, aperto all’accoglienza e generoso. Questo ci fa onore e non dobbiamo mai dimenticarlo, anche in questi momenti di dura crisi.