09/10/2010 10:56:00 Unità Pastorale dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE
Mons. Luigi Padovese, assassinato nel sud della Turchia il 3 giugno 2010.
Luigi Padovese: nato a Milano il 31 marzo del 1947. Il 16 giugno del 1973 viene ordinato
sacerdote. L'11 ottobre 2004 viene nominato Vicario Apostolico dell'Anatolia e vescovo
titolare di Monteverde. Viene consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno.
Mons . Padovese ha scelto di essere ordinato vescovo in Turchia per esprimere meglio la sua appartenenza a questa terra, a cui si sente legato da tempi lontani: “Avverto come un gran onore essere cristiano con voi e per voi in questa terra di Turchia che conserva le memorie del primo cristianesimo” ha confidato ai presenti. “Il mio amore per l'Anatolia mi ha portato ad organizzare ad Efeso e a Tarso e Antiochia convegni su Pietro, Paolo e Giovanni e sui primi grandi Padri della Chiesa”. Dal 1989 il neo vescovo organizza ogni anno simposi in questi luoghi cari ai cristiani; l'ultimo si è svolto ad Antiochia nel giugno 2003, coinvolgendo docenti turchi dell'università della città “Mustafa Kemal” sul tema della fede, della storia e della archeologia antiochena. Come pastore della chiesa in Anatolia mons. Padovese sente l'impegno di “dover conservare e far meglio conoscere questa eredità di memorie e di santità, ma - ha detto ai fedeli –“ il mio primo impegno siete tutti voi”. Ispirandosi a Giovanni Crisostomo, vescovo antiocheno di Costantinopoli, il neo-pastore ha scelto come motto episcopale In Caritate Veritas (la Verità nell'Amore). “Sono parole che esprimono il mio programma di ricercare la verità nella stima e nel reciproco volersi bene. Se è vero che chi più ama, più si avvicina a Dio, è anche vero che per questa strada ci avviciniamo al senso vero della nostra esistenza che è un vivere per gli altri. Su questa convinzione si fonda anche la mia volontà di dialogo con i fratelli ortodossi, quelli di altre confessioni”. Il Nunzio Apostolico mons. Farhat ha esortato il neovescovo a “guidare con coraggio la barca di Pietro”, mostrandosi a tutti e in ogni circostanza “maestro di speranza”. Infine gli ha ricordato che “i grandi santi che hanno abitato questa terra benedetta da Dio - dall'Anatolia alla Cappadocia - sono con te e fanno festa con te e per te”. Anche l'accoglienza calorosa e festante del piccolo gregge a lui affidato ha voluto da subito sottolineare, in ripetuti e lunghi applausi, l'affetto e la stima nei confronti del nuovo pastore dell'Anatolia. Mons. Luigi Padovese assassinato nel sud della Turchia il 3 giugno 2010. La Chiesa turca non è nuova a violenze, uccisioni e minacce. Nel 2006 era stato ucciso a Trabzon il sacerdote Fidei Donum don Andrea Santoro. Nello stesso 2006, alla messa di suffragio per il sacerdote ucciso, mons. Padovese aveva detto: “Noi perdoniamo chi ha compiuto questo gesto. Non è annientando chi la pensa in modo diverso che si risolvono i conflitti. L’unica strada che si deve percorrere è quella del dialogo, della conoscenza reciproca, della vicinanza e della simpatia. Ma fintanto che sui canali televisivi e sui giornali assistiamo a programmi che mettono in cattiva luce il cristianesimo e lo mostrano nemico dell’islam (e viceversa), come possiamo pensare a un clima di pace?”. E ancora, riferendosi a don Santoro, ha aggiunto: “Chi ha voluto cancellare la sua presenza fisica, non sa che ora la sua testimonianza è più forte”.
Dalla preghiera del Card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano per mons. Luigi Padovese:
“Porta e non muro” è stata la vita di Mons. Padovese, spesso sotto scorta eppure così libera di annunciare il Vangelo in terra arida; “porta e non muro” la chiesa che egli ha voluto, piccolo gregge aperto all'amicizia delle genti; “porta e non muro” per accogliere fino alla fine, come te Signore Gesù, le lacerazioni che abitano il cuore dei popoli e degli uomini, anche di colui che ha follemente levato la sua mano e per il quale egli continua ad essere “fratello” e Padre”.
O Figlio dell'Eterno e Figlio dell'Uomo, tu sei la porta della vita che non ha fine; oggi tu accogli padre Luigi al tuo banchetto eterno, risveglia anche in noi l'onore di stare alla tua presenza come servo e rendici degni della tua amicizia non per i nostri meriti, ma per la tua potenza d'amore.
Perché tu sei Santo, Benedetto, Giudice dell'Universo, e pietoso Amico degli uomini. Amen