06/12/2010 13:00:00 Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE
Luoghi veri che tengo impressi dentro di me
Un viaggio... che è molto di più di un semplice viaggio.
Il mio viaggio in Terra Santa è arrivato inaspettatamente, senza che l'avessi previsto e per questo motivo quando sono partita non ero molto preparata su quello che avrei visto. Non so quanti abbiano la fortuna di andare in Terra Santa a 23 anni e devo ringraziare, oltre ai miei zii, le circostanze che mi hanno permesso di avere questa possibilità.
Il mio viaggio in Terra Santa è arrivato inaspettatamente, senza che l’avessi previsto e per questo motivo quando sono partita non ero molto preparata su quello che avrei visto. Non so quanti abbiano la fortuna di andare in Terra Santa a 23 anni e devo ringraziare, oltre ai miei zii, le circostanze che mi hanno permesso di avere questa possibilità. Certe volte alcune situazioni negative riescono a produrre qualcosa di positivo, se si ha un po’ di fiducia nella Provvidenza. Forse riesco a realizzare meglio adesso cosa ha significato questo viaggio per me. Lentamente sto metabolizzando questa esperienza e spesso ripenso ai luoghi che abbiamo visitato e ai momenti che ci hanno unito. Quando ero là avevo paura che, tornando, la quotidianità mi avrebbe impedito di mantenere vivo il segno di questa esperienza e non credevo che il ricordo sarebbe ritornato costantemente, continuando a “parlarne”. E’ impossibile non riprendere in mano continuamente ciò che ho vissuto nella “Terra dell’Annuncio”, perché il seme che il Signore ha gettato nel mio cuore deve portare i suoi frutti. E in effetti è proprio così: il ricordo di questo viaggio è sempre con me, soprattutto durante la Messa in cui sento di più la presenza di Gesù e mi sembra di essere ancora nei suoi luoghi. Leggere il Vangelo adesso è diverso perché quei posti io li ho potuti vedere e non sono più una invenzione della mia mente, ma sono luoghi veri che tengo impressi dentro di me, che ho visto, vissuto e fotografato. E’ stato affascinante poter camminare tra i luoghi in cui è vissuto Gesù, ma la cosa più suggestiva è stata quella sensazione di mistero presente in Terra Santa. L’esperienza che più mi ha colpita è stata quella del deserto: era impossibile distrarsi! Proprio quel paesaggio mi ha fatto guardare dentro e mi ha fatto sentire Gesù più vicino: una sensazione che non avevo mai provato in maniera così intensa. Un aspetto che non posso fare a meno di ricordare con affetto è la cortesia che hanno avuto nei miei confronti i miei compagni di viaggio, che non mi hanno mai fatta sentire sola e mi hanno permesso di vivere con allegria questo pellegrinaggio, senza che sentissi nostalgia di casa. Visitare la Terra Santa per un giovane vuol dire tornare a casa e trasmettere agli altri l’entusiasmo di un viaggio che è molto di più di un semplice viaggio ed essere sicuri di tornarci un giorno, magari con la famiglia o con l’oratorio, per poter condividere con le persone care questa esperienza.