L'agenzia vaticana pubblica oggi le scarne note biografiche dei missionari uccisi che, scrive, "hanno professato la sincera adesione al Vangelo non solo a parole, ma con la testimonianza della propria vita, in situazioni di sofferenza, di povertà, di tensione, di degrado, di violenza, senza discriminazioni di etnia, casta, religione, con l'unico obiettivo di annunciare Cristo e il suo Vangelo, di rendere concreto l'amore del Padre e di promuovere integralmente l'uomo, ogni uomo".
"La vera imitazione di Cristo - afferma Fides citando Benedetto XVI - è l'amore. E questa è stata certamente regola di vita per suor Angelina, uccisa in Sud Sudan da militanti del Lord's Resistance Army (LRA) mentre portava aiuti sanitari ai rifugiati; e anche per Maria Elizabeth Macias Castro, del Movimento Laico Scalabriniano di Nuevo Laredo (Messico), che lavorava presso un giornale e si occupava di assistere i migranti, sequestrata e uccisa da narcotrafficanti; o ancora per Padre Fausto Tentorio, missionario italiano del Pime, parroco a Mindanao nelle Filippine, che ha dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni; o ancora per il laico Rabindra Parichha, ucciso in Orissa, in India orientale: ex catechista itinerante, era molto impegnato nel campo legale e come promotore dei diritti umani".
Filippine, arrestato l'assassinio di padre Tentorio
Asianews: due vescovi "dimenticati" nelle carceri cinesi
Uccisi perché fedeli a Dio e alla loro gente