Unità Pastorale Toscolano Maderno

29/06/2011 10:20:00
Preparazione alla Santa Pasqua

Lectio Divina


Contro la tiepidezza e la mondanizzazione, per essere fedeli sempre, scrutando i segni del tempo nella speranza
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Credo non ci sia nessun periodo dell’anno liturgico che ci permetta di trovare o ritrovare la strada della conversione come la Quaresima. In questo periodo si vive il vero senso del Mistero di Fede, con tutte le Sue Rivelazioni e le nostre debolezze. La preparazione alla Santa Pasqua, proposta dall’Unità Pastorale, non poteva deludere nessuno, visto che è stata focalizzata per dare un Volto a tutte le nostre domande e alle nostre sonnolenze. La preparazione si è articolata, come per l’Avvento, in un ritiro per adulti presso l’Eremo di Montecastello e in quattro tenaci incontri tenuti da don Ovidio Vezzoli per la teofania delle ultime quattro lettere alle Chiese dell’Asia Minore, riportate al capitolo 2 dell’Apocalisse. I temi toccati in tutte queste occasioni sono di una così alta esigenza antropologica, che certe volte ci si stupisce perché non siano affrontati anche in altri momenti di catechesi e di confronto con il mondo laico. Presso l’Eremo di Montecastello si è, per lo più, sviluppato il tema della morte come ritorno alla vita nel Regno dei Cieli. Il Regno che Gesù ci ha presentato sulla Croce e per il quale la necessità di conversione è una condizione indispensabile per tutta la Chiesa e l’Umanità. La necessità di convertirsi, di vedere la morte come l’inizio della Nuova Vita e sentire l’esigenza di estendere il messaggio per creare quel Corpo che sarà formato da tutti quelli che vivono del Suo Unico Spirito (1 Cor, 4-27). Le quattro lettere, invece, dell’Apocalisse sono state quelle, rispettivamente, indirizzate alla Chiesa di Tiatira, di Sardi, di Filadelfia e, per ultima, di Loadicea. Il fulcro della lettera indirizzata a Tiatira è il rimprovero del Risorto di non riconoscere che in essa primeggiano falsi profeti e si assecondano seduzioni che inducono alla fornicazione e ad altre idolatrie. Il castigo per chi non si converte è grave e doloroso e si contrappone con il premio della partecipazione alla regalità di Cristo perché “pascolerà le nazioni con bastone di ferro e le frantumerà come vasi di terracotta”. Nella lettera alla Chiesa di Sardi, Cristo si presenta come colui che ha in sé il potere assoluto sull’Universo e sulla Chiesa ed è categorico nel sentenziare che la Chiesa di Sardi si crede viva, invece è morta. Dobbiamo essere sempre vigili, per ottenere quella veste bianca battesimale/ eucaristica che ci permetterà di godere della Sua eterna presenza. La lettera indirizzata a Filadelfia, la piccola Chiesa che ottiene dal Risorto lode per la sua fedeltà e tenacia, è molto bella, perché piena di speranza. Esistono, quindi, Chiese, ieri come oggi, che fanno la volontà di Gesù Cristo. Non so se l’essenza della Sua volontà è più facile trovarla, come per Filadelfia, in piccole comunità perseguitate, ma questo non ci può distogliere dal credere che la nostra piena libertà può portarci a Cristo senza scoraggiamenti. L’ultima delle lettere indirizzate alle Chiese dell’Asia Minore è rivolta alla comunità di Laodicea e la stessa lettera racchiude tutto quanto Gesù Cristo ha da rimproverare alle comunità cristiane: la tiepidezza. Non essere né caldo, né freddo, ritenersi e comportarsi da cristiani ogni tanto; credersi ricchi e felici e, invece, essere miserabilmente poveri dello Spirito di Cristo. Gesù chiede di aprire e sanare gli occhi e purificarsi, arricchendosi veramente, nel Battesimo e nell’Eucarestia. Le parole di Gesù Cristo riportate in queste lettere, scritte migliaia di anni fa, sono talmente attuali da farci comprendere come la Parola di Dio è viva. Ogni ammonimento inferto a queste Chiese è realmente un ammonimento che non possiamo, in qualche modo, non infliggerci: la mondanizzazione, la tiepidezza, la mancanza di umiltà, di coerenza e di continuità vigile. Gesù Cristo, nonostante ci chieda di vivere il nostro tempo, ci chiede incessantemente di viverlo accostandoci alle semplici e chiare indicazioni delle Sue parole e delle Sue azioni. Ci vuole aiutare, vuole che noi diveniamo Suoi commensali, perché la ricompensa è e sarà eterna.

Elena Cancellerini
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