Unità Pastorale Toscolano Maderno

10/09/2010 22:17:00 Gaino
dal Bollettino dell'UNITA' PPASTORALE

LA PARROCCHIA DI GAINO ALLA CERTOSA DI PAVIA


Venerdì 4 giugno, dopo esserci ritrovati di buon'ora nella piazza di Gaino, con un nutrito gruppo di devoti parrocchiani (eravamo in cinquanta), siamo partiti alla volta della Certosa di Pavia. Naturalmente con noi c'era anche don Leonardo, la nostra guida spirituale.
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Venerdì 4 giugno, dopo esserci ritrovati di buon’ora nella piazza di Gaino, con un nutrito gruppo di devoti parrocchiani (eravamo in cinquanta), siamo partiti alla volta della Certosa di Pavia. Naturalmente con noi c’era anche don Leonardo, la nostra guida spirituale. Dopo un viaggio gioioso e tranquillo, durante il quale non sono mancati momenti di preghiera e la recita del Santo Rosario, siamo arrivati a destinazione. Nella visita alla Certosa siamo stati accompagnati da un monaco del monastero che ci ha illustrato l’importanza del luogo e ci ha mostrato le sale e i cortili ricchi di preziose testimonianze artistiche. Il monastero infatti, circondato dalla quiete e dal silenzio, accoglie ancora oggi una comunità di sette monaci cistercensi che, con la loro presenza e con la loro laboriosità “ora et labora”, continuano a tenere viva la Certosa. La costruzione della Certosa si deve a Gian Galeazzo Visconti che intendeva realizzare un fastoso sacello funebre per la famiglia Viscontea. Ne fece poi dono all’Ordine dei monaci Certosini, secondo la volontà espressa dalla moglie Caterina. I monaci vi risedettero già durante la sua realizzazione e, a costruzione ultimata, continuarono a commissionare opere decorative aggiuntive, tenendo fede ad una clausola imposta dal Visconti che imponeva di riutilizzare parte dei loro proventi per il prosieguo e l’abbellimento del monastero.
Nel tempo nel monastero vi abitarono a periodo alterni anche i monaci cistercensi e carmelitani. La Certosa visse poi vari periodi storici fino ad essere dichiarata monumento nazionale italiano, con l’assegnazione dei beni ecclesiastici allo stato. Dal 1968 però in Certosa sono tornati i Cistercensi che, con la loro testimonianza di preghiera e lavoro, hanno restituito anima e spirito al monastero, che rimane fondamentalmente un luogo di preghiera. Durante la visita colpisce particolarmente la facciata della chiesa, enorme e monumentale, l’interno della chiesa, grandioso e solenne, il cielo stellato dipinto sulle volte del soffitto, quasi che l’interno comunicasse con l’esterno; infine il chiostro grande, bellissimo giardino su cui si affacciano le celle dei monaci, celle semplici, modeste e contemplative, dove il tempo è scandito solo dal suono della campana e dalle litanie delle preghiere. Dopo aver ammirato tutte le bellezze di questo luogo, ci siamo raccolti all’interno della chiesa dove don Leonardo ha celebrato per noi la Santa Messa. Non poteva mancare la meritata pausa pranzo in allegra compagnia, prima di partire per il viaggio di ritorno portando nel cuore la gioia di una intensa e significativa giornata.
Un ringraziamento particolare va infine a don Leonardo che con la consueta disponibilità ci ha guidato e accompagnato anche in questa occasione.
Angela
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