06/12/2010 13:05:00 Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE
Intervista rilasciata dal Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa
"Come Chiesa - ha raccontato parlando della situazione dei cristiani in Terra Santa - la situazione rimane sempre carica di tante prospettive, ma anche di tante domande. Siamo rimasti pochi in Terra Santa, il numero dei cristiani si assottiglia; però le sfide rimangono sempre tante. Innanzitutto, il lavoro con la comunità cristiana è anche di accoglienza dei pellegrini che invece aumentano; di dialogo con le altre Chiese, di rapporti con ebrei e musulmani
“Come Chiesa – ha raccontato parlando della situazione dei cristiani in Terra Santa – la situazione rimane sempre carica di tante prospettive, ma anche di tante domande. Siamo rimasti pochi in Terra Santa, il numero dei cristiani si assottiglia; però le sfide rimangono sempre tante. Innanzitutto, il lavoro con la comunità cristiana è anche di accoglienza dei pellegrini che invece aumentano; di dialogo con le altre Chiese, di rapporti con ebrei e musulmani… Quindi, al di là della nostra fragilità siamo comunque in un crocevia molto importante della vita del mondo, dove ci viene chiesta una grande testimonianza. Naturalmente dietro al numero dei cristiani che si assottiglia, vi sono ragioni di carattere politico ed economico che sono legate l’una all’altra, perché l’instabilità politica porta anche difficoltà economiche, soprattutto per i palestinesi: non solo il cristiano, ma soprattutto il cristiano vede nella emigrazione all’estero la soluzione alle difficoltà che si trovano qui, alla mancanza di prospettive, soprattutto. Ma c’è anche un lavoro di coscientizzazione della vocazione cristiana, che è importante e che forse è l’aspetto più impegnativo che abbiamo davanti, perché essere cristiano in Terra Santa non è una casualità: è un dono di Dio, una vocazione”