È cominciato maggio, il mese dedicato a Maria e proprio ieri sera ho recitato il primo Santo Rosario con i miei ragazzi di catechismo nel Santuario della Madonna del Benaco. Erano soltanto in tre, per una questione di gita scolastica. Sembravamo pochi ma sono sicura che Maria abbia apprezzato ugualmente i nostri sforzi. Sforzi sì, perché nella nostra vita frenetica troppo spesso non troviamo il tempo per offrire anche soltanto mezz’ora alla preghiera. Sbuffiamo e corriamo ancora con il boccone in gola, perché “dobbiamo”, perché ci aspettano, è il nostro turno. E così sbagliamo. Sbagliamo soprattutto perché non ci rendiamo conto che è Maria a fare a noi un regalo, è Lei che dedica se stessa a noi e non viceversa. Il Santo Rosario sembra una preghiera ripetitiva e noiosa, tipica delle nonne, infatti anche la mia lo recitava sempre. Non è così. Assolutamente. Ho chiesto ai miei ragazzi di guardare sempre la Statua di Maria mentre sgranano la loro corona e ripetono ad alta voce le “Ave Maria”. Quando noi parliamo con una persona la guardiamo negli occhi e così deve essere la recita del Santo Rosario. Un dialogo con Maria, nostra Madre. Chi non guarderebbe nel viso la propria Madre? Chi sbadiglierebbe e non presterebbe attenzione mentre parla con la Mamma? Questo è per me la preghiera mariana per eccellenza e questo spero abbiano compreso i miei ragazzi. Don Fausto ha sempre prestato attenzione ed amore verso questa devozione, ha insegnato e chiesto a noi catechisti di trasmetterla ai nostri ragazzi facendola animare a loro. E’ stato ed è per noi un esempio anche perché, nonostante la sua fragile salute, non manca mai. Quando l’altra sera una catechista, mia amica mi ha chiesto “Stasera ci sei tu? sempre di corsa eh?” ho pensato - già, con tutte le cose che ho da fare -. Ma come sempre succede, appena cominciata la recita, mi sono data della sciocca. “Dove vai? Fermati e parla con me”. Questo ci chiede Gesù. Noi dobbiamo solo sederci e stargli vicino. Tutto il resto verrà da solo. Tutto il resto è una corona del Rosario sgranata vicino ai miei ragazzi, mentre guardando Maria, parliamo con Lei.