Unità Pastorale Toscolano Maderno

06/12/2010 13:03:00
Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

Il Natale del Pellegrino


Vivere il Santo Natale dopo un viaggio sui luoghi dove Gesù ha vissuto vuol dire ricordare quei popoli, quelle chiese, quelle comunità cristiane, pregare Gesù Bambino perché si compiano le attese di pace che tanti nostri fratelli portano nel cuore
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Vivere il Santo Natale dopo un viaggio sui luoghi dove Gesù ha vissuto vuol dire ricordare quei popoli, quelle chiese, quelle comunità cristiane, pregare Gesù Bambino perché si compiano le attese di pace che tanti nostri fratelli portano nel cuore. Il pellegrinaggio vissuto in Terra Santa ci ha portato a conoscere da vicino le difficili situazioni della Chiesa del Medio Oriente. Il Papa stesso dopo aver compiuto il suo Pellegrinaggio nella terra di Gesù ha pensato di realizzare un Sinodo dei Vescovi delle Chiese del Medio Oriente preoccupato per la situazione che si sta creando. Molti cristiani lasciano queste terre perché c’è una convivenza difficile anzi impossibile in alcuni casi. Le minacce, le vessazioni che devono subire i seguaci di Cristo sono le più disparate: non trovare lavoro, non avere accesso ai vari servizi, essere facilmente accusati di proselitismo, essere calunniati di avere offeso la religione dello stato con conseguenze pesanti come l’emarginazione o la condanna a morte… vivere in questo clima diventa impossibile e molti cristiani se ne vanno. In questo Pellegrinaggio ho avuto due incontri particolari di cui voglio parlare: il primo molto fugace con la guida che ci aveva condotto nel 2005, il secondo con il parroco della parrocchia di Gerico. Il carissimo amico Charlie mi diceva come la situazione è ormai da troppo tempo insostenibile, infatti basta poco per destabilizzare qualsiasi Progetto di Pace. Inoltre le profonde divisioni nel piccolo popolo Palestinese rendono difficili i negoziati con l’ambiente ebraico, per questo sosteneva l’importanza che fosse una forza neutrale (le Nazioni Unite) a fare da controparte alla autorità ebraica. Un’idea interessante, ma difficile da realizzare che dice come le soluzioni diventino sempre più intricate! Più il tempo passa e più le cose si complicano e la matassa da sbrogliare è sempre più complessa. Personalmente devo dire che in questi quasi trent’anni che sono passati dalla prima volta che sono andato in Terra Santa non è cambiato molto, anzi mi sembra che la situazione sia peggiorata, con una pace che è sempre più fragile da mantenere. Un grosso aiuto per rafforzare questa pace viene dai pellegrini: infatti la loro presenza è fonte di guadagno per arabi ed ebrei per questo i pellegrini sono protetti e si cerca di evitare loro qualsiasi problema e di creare un clima accogliente e sereno. Andare in Terra Santa allora, oltre che un’esperienza fortissima di fede, diventa un contributo importante nel costruire la Pace. I Cristiani da sempre sono coloro che cercano il dialogo con ebrei e mussulmani, come accade spesso in questi luoghi la loro presenza è un contributo determinante nel cammino verso quella armonia delle religioni di cui Papa Benedetto ha parlato a conclusione del Sinodo dei Vescovi. Qui si colloca l’altra testimonianza. Il Parroco della piccolissima comunità di Gerico (cinquanta famiglie di Cristiani cattolici) ci raccontava come in questi anni sia cresciuta la “simpatia” tra loro e la gente della città (islamici). Non possono pubblicamente manifestare la loro fede nemmeno con simboli religiosi, ma c’è una stima e un rispetto che stanno crescendo. La gente porta i propri bambini nella scuola cristiana perché è ben organizzata la vedono bene e questo fa crescere l’amicizia con loro… anche se bisogna stare attenti a non dare l’idea di fare “proseliti”. Anche qui i pellegrini che visitano queste piccole comunità Cristiane sono una presenza importantissima perché non le fa sentire abbandonate e l’aiuto economico che i pellegrini portano è necessario per poter continuare a svolgere questa missione fondamentale. Il Sinodo voluto da Papa Benedetto voleva essere un’occasione per porre al Centro della Chiesa queste piccole comunità che rischiano di scomparire e questo sarebbe una grave perdita per la Cristianità che resterebbe senza le sue radici. Inoltre il processo di pace diventerebbe ancor più difficile senza la mediazione dei cristiani. Tante persone hanno pagato con il sangue la fedeltà a questa Terra, il loro esempio ci stimoli a non dimenticarci di queste piccole chiese, ma a pregare per questi cristiani coraggiosi affinché si riesca a realizzare il progetto di serena convivenza tra le tre grandi religioni monoteistiche. Ringrazio tutti i partecipanti a questo pellegrinaggio perché, oltre ad un’esperienza di fede personale con la loro presenza, sono stati segno concreto di vicinanza alle piccole comunità cristiane della Terra Santa. Speriamo che continui la crescita esponenziale dei pellegrini che vanno sui luoghi dove Gesù è vissuto e con la loro presenza stimolino il cammino di Pace per il Medio Oriente… Gesù Bambino porti nel cuore dei credenti la Luce della Pace, il Signore che ama la Vita indichi a chi lo prega i valori della Fratellanza e dell’Amore.

Don Leonardo
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