Unità Pastorale Toscolano Maderno

10/10/2011 16:25:00 Unità Pastorale
Dal Bollettino dell'Unità Pastorale

IL RESTAURO DELL'ANCONA E DEL PALIOTTO NEL SANTUARIO DELLA VERGINE ANNUNCIATA


Una pregevole opera lignea restituita all'antico splendore
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Negli anni compresi fra il 1583 e il 1590 la chiesa di Supina, dedicata alla Vergine Annunciata, fu ampliata e arricchita di un notevole apparato decorativo. In quel tempo non esisteva, però, l’ancona che oggi fa da cornice alla statua della Madonna; il simulacro tardoquattrocentesco era allora inserito, assai probabilmente, in una nicchia scavata al centro della parete di fondo dell’abside, della quale possiamo vedere ancora oggi la struttura perché è stata tamponata con malta granulosa, diversa dall’intonaco liscio che ricopre il resto della muratura. All’inizio del XVIII secolo, si evidenziò la necessità di collocare in un luogo più adeguato e in una posizione sopraelevata la statua della Vergine. Fu così acquistata, presumibilmente da un’altra chiesa, una sontuosa ancona lignea, completata dal paliotto, scolpita nei primi decenni del secolo precedente. (Il nome “ancona”, dal primitivo significato della parola greca eikón “immagine”, è passato a indicare un complesso scultoreo di marmo o di legno sistemato su un altare; il sostantivo “paliotto” deriva dal latino pallium “manto” e indica il paramento che copre la parte anteriore della mensa liturgica). Non si conosce, purtroppo, il luogo di provenienza del manufatto; è però evidente che esso non è stato costruito per la chiesa di Supina, perché, sul retro della parte superiore dell’ancona, sono visibili segni di scalpellature eseguite per adattare l’opera lignea alla struttura dell’abside. Per comprendere il significato di questo tipo di intervento, è necessario ricordare che l’ancona, in passato, si trovava in una posizione arretrata e ribassata rispetto a quella attuale, poiché poggiava su un basamento in muratura di altezza inferiore a quella dell’altare e addossato alla parete di fondo del presbiterio. Quando, intorno al 1940, fu deciso di creare nell’abside uno spazio da adibire a sacrestia in sostituzione della stanza adiacente alla chiesa, il manufatto venne rimosso e collocato su un cassettone settecentesco al retro del quale fu vincolato il paliotto che fino ad allora era stato staccato dall’ancona. La base in muratura venne distrutta ed il nuovo complesso fu sistemato nella posizione attuale. Si venne a costituire così una struttura unica, alla parte anteriore della quale fu aggiunta una mensa per la celebrazione della Messa, poi rimossa intorno al 1975, quando fu sostituita da un altare moderno rivolto verso i fedeli. Nel corso dei secoli, la parte superiore del manufatto aveva subito i danni dovuti non soltanto al trascorrere del tempo, ma anche e soprattutto alle ridipinture, ai rifacimenti e all’aggiunta di sovrastrutture che ne avevano in parte modificato l’aspetto originario. Nel 2010, grazie alla generosità di un benefattore che ha completamente sostenuto il finanziamento dell’opera, l’Associazione Amici del Santuario di Supina ha affidato alla Ditta Marchetti e Fontanini, con la quale intrattiene da molti anni un ottimo rapporto, l’incarico di eseguire il restauro dell’ancona e del paliotto. L’intervento di ripristino, assai impegnativo e delicato, è stato svolto con grande accuratezza, competenza e precisione dalle restauratrici Maria Caterina Tonincelli, Maria Cristina Bertella e Nicoletta Archetti, sotto la direzione della signora Luisa Marchetti la quale, nella parte finale della relazione sul recupero della struttura lignea, afferma: «L’intervento di restauro è stato volto innanzitutto a risanare lo stato di degrado dei materiali costitutivi dell’opera e a individuare il livello e la natura delle stesure originali. La scelta di asportare parte delle sovrastrutture e delle ridipinture è stata effettuata a seguito di un approfondito esame del manufatto, in accordo con il funzionario responsabile della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico di Mantova, Dottoressa Rita Dugoni. Il restauro, condotto in loco, smontando solo parzialmente alcuni elementi, si è sviluppato da fine giugno alla metà di dicembre 2010». Il ripristino dell’ancona e del paliotto ha completato la serie degli interventi volti alla restituzione della chiesa di Supina al suo antico splendore. Per questo motivo, il 6 febbraio 2011, l’Associazione degli Amici del Santuario ha voluto solennizzare l’avvenimento con una Messa in canto celebrata da don Leonardo, alla quale ha partecipato un numero molto elevato di fedeli. Il nostro parroco, nell’omelia, ha sottolineato l’importanza della devozione alla Madre di Dio e, alla fine della celebrazione, ha benedetto l’opera restaurata. Successivamente la signora Marchetti ha illustrato le varie fasi dell’intervento, suscitando un notevole interesse negli ascoltatori i quali, alla fine della spiegazione, si sono avvicinati alla struttura lignea per ammirarne i particolari ed esprimere il loro apprezzamento per il lavoro svolto. Ora l’ancona emana una nuova luce, la luce preziosa dell’oro che rimanda alla luce di Dio e, anche nelle ore successive al tramonto, quando le ombre si allungano sulle pareti e avvolgono le antiche mura, illumina con il suo splendore la zona dell’abside. La figura dell’Eterno Padre, in alto, sulla quale spicca la colomba dello Spirito Santo, sembra ascoltare la risposta di Maria all’annuncio angelico, rappresentato ai lati del paliotto: «Ecce ancilla Domini. Fiat mihi secundum verbum tuum». Al centro, nella nicchia dell’ancona, il Mistero si è già compiuto: Maria tiene sulle ginocchia il Bambino che Ella ha generato per la salvezza dell’umanità.

 
Letizia Erculiani
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