Unità Pastorale Toscolano Maderno

09/10/2010 11:08:00 Unità Pastorale
dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

Guri scrive dal Congo, dove si trova per conto della Croce Rossa internazionale


L'acqua arrivava a mezza portiera, la strada davanti a noi scomparsa in una esondazione del fiume Congo. Il quattro per quattro che raspava le ruote nel fango e noi in apnea, non certo per immergerci in quelle acque, ma dalla paura di restare impantanati.
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“Tranquilli” ci dice Padre Pier “Qui il fondo è tutto di sabbia e ci si salta fuori, sempre … vedete là … a un centinaio di metri in mezzo a quegli alberi … quella è la casetta dell’orfanotrofio e per fortuna sembrerebbe risparmiata … sì, sì è all’asciutto”. La Land Cruiser di Padre Pier è a passo corto, più piccola e soggetta ad impantanarsi, quelle a passo lungo, piu’ grandi e performanti, sono riservate alle nazioni unite o alle o.n.g. (Organizzazioni non Governative) più ricche. Alexsandra alla fine dell’apnea esordisce “Certo che qui l’acqua non manca!!!” Lei è un ingegnere e lavoriamo tutti e due nelle missioni del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Tra qualche giorno partirà per l’est del Congo, precisamente a Bukawu dove coordinerà le operazioni d’approvvigionamento d’acqua a villaggi, dispensari e alla costruzione di case d’accoglienza per le donne vittime di violenza sessuale, pratica giornaliera dei differenti gruppi di guerriglia che si nascondono nelle foreste dell’est. E’ una violenza senza senso, è una di quelle piaghe d’Africa ancora aperte e difficili da diagnosticare perché, vi renderete ben conto, dopo aver subito una tale atrocità, a chi raccontarlo??? A chi chiedere aiuto perché non succeda ancora??? A chi affidare la rabbia, la vergogna, la paura d’aver contratto l’AIDS,? A chi chiedere aiuto per affrontare una tale gravidanza??? A chi affidare tutte queste lacrime amare??? Padre Pier è contento!!! Ci racconta che gli orfanelli sono 26, tutti da sfamare, vestire, mandare a scuola, accogliere in una casa decente… ci confida che da una settimana circa aveva finito i soldi e la sera era difficile addormentarsi tra tutti i pensieri, i volti amici e poverissimi della sua parrocchia, e sbotta “Che Dio benedica le signore che hanno fatto la bancarella di Natale e voi due che arrivate al momento giusto”! Padre Pier conosce bene l’Africa e sa quando fermarsi nell’aiutare qualcuno, ma qui all’orfanotrofio c’è ancora molto da fare … “E’ una questione di tempo” ci dice “Ma con questi soldi in due o tre mesi di lavori i bambini si ritroveranno con una casa, un letto, almeno due pasti caldi al giorno, dei vestiti puliti e la retta della scuola pagata per i prossimi sei mesi. “Penso alle signore della bancarella e a quanto difficile sarà far credere loro quanto sono riuscite a fare”. Sono bambini simpatici e pieni di vita, sono bambini scappati di casa per le ragioni più diverse e incredibili come quella di Mari, 7 anni, accusata dalla sua gente d’essere una strega e d’avere fatto morire il fratellino d’una malattia incurabile; o Clement, 11 anni, che semplicemente non voleva essere picchiato tutti i giorni e ha preferito la strada. La settimana scorsa l’ho passata tutta alla prigione centrale di Kinshasa, una struttura prevista per accogliere 800 detenuti, ma che conta un effettivo di 5.800 anime, come al solito da queste parti dimenticate del mondo: è sempre difficile descrivere quello che gli occhi vedono, le orecchie sentono, il naso odora, il cuore piange. E’ una prigione piena di tutti questi bambini divenuti adulti e criminali perché mai nella loro vita hanno avuto una chance come quella che Padre Pier offre. E’ tempo di rientrare e da quelle parti d’autovetture non se ne vedono tante. Alla jeep di Padre Pier ci aspettano una decina di persone che chiedono un pas- Appunti di viaggio Guri scrive dal Congo, dove si trova per conto della Croce Rossa internazionale  22 PRO-MISSIONI Nella seconda settimana di agosto, si è svolta una grande iniziativa nelle parrocchie Tosco-Madernesi: sono stati raccolti, casa per casa, viveri di prima necessità destinati ai bambini più poveri della Cordigliera Andina in Perù. Qui opera l’OMG (Operazione Mato Grosso) in favore della popolazione che vive in villaggi tra i 3.000 ed i 5.000 metri d’altitudine. In questa grande avventura per l’Oratorio de los Andes, si sono impegnati ragazzi ed animatori del “gruppo girasoli” (così si chiamano i ragazzi più giovani) che sono stati ospitati sul Montegargnano. L’ ORATORIO DELLE ANDE riunisce molti ragazzi di vari Oratori (non solo bresciani) ed ha lo scopo di sostenere gli Oratori sorti a fianco delle missioni dell’Operazione Mato Grosso in vari modi: economicamente (tramite offerte e lavoretti); materialmente (con viveri, materiale scolastico, vestiario ed attrezzi spediti dall’Italia); con risorse umane tramite la partecipazione di ragazzi volontari in missione per 4 mesi o 1 anno. In particolare, la raccolta viveri, ha lo scopo di raccogliere generi alimentari a lunga scadenza che vengono poi inscatolati ed imballati per sostenere il lungo viaggio in container su navi, scaricati nei porti peruviani e caricati su camion per raggiungere le singole missioni; qui volontari italiani distribuiscono i viveri alle famiglie più bisognose e preparano i pasti caldi per gli orfani ospitati nei taller (scuole parrocchiali dove oltre ad imparare un lavoro ricevono istruzione, cibo e soprattutto affetto ed educazione religiosa). Già l’anno scorso, nelle pagine di questo bollettino che ringraziamo per l’ospitalità, avevamo raccontato di come padre Ugo De Censi, salesiano valtellinese, fondatore di questo cammino aveva avuto l’intuizione di aiutare i poveri attraverso fatti concreti, sporcandosi le mani e con poche parole. Sulle Ande oratorio vuol dire che i ragazzi poveri devono aiutare i più poveri tra loro: anziani, malati, vedove con figli, ecc. “Non basta regalare il pesce…bisogna insegnare a pescare”, diceva un saggio detto; padre Ugo con la sua vita ha aggiunto: “insegniamo anche a regalare il pesce pescato a chi non ne ha”! Anche noi non vogliamo stare con le mani in mano, per questo, grazie all’appoggio dei vostri sacerdoti siamo venuti a “rompervi le scatole”…per aiutare chi è stato più sfortunato di noi. Crediamo infatti che questi gesti concreti facciano riflettere più di molte parole e l’aggregazione giovanile possa essere da stimolo per combattere l’egoismo di una società individualista. Vi ringraziamo per la generosità e vi chiediamo di sostenerci in questa impresa con l’aiuto delle vostre preghiere. Con questa iniziativa sono stati raccolti 980 Kg di generi alimentari e 410 €uro di offerte per la spedizione del container. Grazie di cuore. Federico OGGETTO: RACCOLTA VIVERI saggio. Non c’è posto per tutti e qualcuno resta a piedi, ma una cosa è sicura, la Land Cruiser a passo corto è usata e sfruttata all’incredibile, quelle a passo lungo dell’ONU e delle o.n.g. le piu’ ricche, sono sempre quasi vuote con due o tre passeggeri a bordo … questione di regole assicurative. Con Alexsandra ci siamo incontrati a luglio 2009 in Zimbabwe… ma questa è un’altra storia… ci sentiamo forti nel nostro amore e ben orientati nell’assolvere queste missioni certo non nuove per noi. Ci ritroviamo la sera, a casa, con il ricordo di una bellissima giornata congolese e 12 mesi davanti a noi pieni di cose imprevedibili, sensazioni che già da fin d’ora percepiamo nelle nostre pance come fossero “farfalle”.
Guri
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