Unità Pastorale Toscolano Maderno

20/10/2010 18:16:00 Toscolano
dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

Festa quinquennale della Madonna del Benaco: 8 settembre 2010


Omelia di don Carlo Moro Vicario Zonale del Basso Garda. "Sia lodato Gesù Cristo. In questi giorni, e in modo particolare questa sera, il nostro sguardo è rivolto a Lei, la Madre di Dio. Maria è la creatura nella quale l'immagine di Dio si rispecchia con limpidezza assoluta, senza alcun turbamento, come avviene invece in ogni creatura umana.
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Sia lodato Gesù Cristo.
In questi giorni, e in modo particolare questa sera, il nostro sguardo è rivolto a Lei, la Madre di Dio. Maria è la creatura nella quale l’immagine di Dio si rispecchia con limpidezza assoluta, senza alcun turbamento, come avviene invece in ogni creatura umana. Fissando il nostro sguardo in questa donna umile, nostra sorella e insieme celeste nostra madre e Regina, specchio nitido e sacro dell’infinita Bellezza, possiamo implorare da Dio il dono della fede: una fede forte, coraggiosa, viva. Una fede capace di carità operosa e di testimonianza missionaria. La nostra preghiera di questa sera è una richiesta al Padre perché impariamo a camminare nella via della fede sostenuti dalla Vergine Maria. Veniamo a l vangelo. (Gv 19,25-27). Il dramma della croce di Gesù che è narrato nella pagina che abbiamo proclamato è stemperato dalla dolcezza delle parole del Signore. “Donna, ecco il tuo figlio”. Poi dice a Giovanni: “Ecco la tua madre”. “Ecco il tuo Figlio”. Noi questa sera accogliamo queste parole dolci come un particolare testamento con il quale Cristo Signore ha affidato a Maria Santissima i discepoli di ogni tempo e di ogni luogo come suoi figli. Infatti, nell’apostolo Giovanni, il Signore Gesù ha voluto indicare ciascuno di noi, ciascun uomo e donna che appartiene alla vicenda che da Lui ha avuto inizio e si consumerà nella gloria del cielo. Per questo motivo, con la liturgia possiamo affermare che ai piedi della croce, tra la Beata Vergine Maria e il popolo cristiano si è instaurato “un perenne vincolo di amore”. Poiché Ella “è costituita per sempre madre dei credenti”, che a lei ”ricorreranno nei secoli… come a un sicuro rifugio”.(cfr Prefazio della celebrazione). Ogni volta che noi, confidando nell’amore della Madre di Dio, ricorriamo a Lei come veri figli, e ci affidiamo alla sua intercessione e protezione materna, in realtà siamo trascinati in quell’atto di consegna di ogni uomo alla sua Madre che Gesù morente in croce ha fatto una volta per tutte. E nello stesso, affidando a Giovanni la sua nuova madre, come eredità preziosa, ha eletto ciascun discepolo quale vicario del suo amore verso la Madre. Proviamo a domandarci: cosa è le fede? In che senso Maria è madre di tutti i credenti? Cosa vuol dire vivere la fede? La fede è la risposta che ciascuno di noi ha dato e continua a dare alla rivelazione di Dio che si è manifestato a noi attraverso suo Figlio Gesù Cristo. Il Santo padre Benedetto, nella sua prima enciclica ha sintetizzato in maniera molto chiara l’inizio della fede. “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. (DCE 1) All’inizio del nostro essere cristiani c’è l’avvenimento dell’incontro con Gesù Cristo, un fatto quindi, non una idea e tanto meno una nostra decisione di essere più bravi o migliori. All’origine c’è un dono gratuito di Dio. Il giorno del nostro battesimo Dio si è comunicato a noi attraverso la sua grazia e ci ha saldamente uniti alla storia umana e alla divinità di Gesù. Poi siamo cresciuti, e attraverso la nostra famiglia e degli incontri con 26 PARROCCHIA DI TOSCOLANO Omelia di don Carlo Moro Vicario Zonale del Basso Garda PARROCCHIA DI TOSCOLANO 27 delle persone più grandi nella fede, abbiamo iniziato a comprendere che cosa ci è accaduto e a percepire la grandezza e la bellezza di questo incontro. Abbiamo intuito che un nuovo orizzonte si schiudeva innanzi a noi, una direzione nuova, segnata dal fascino della Sua persona e dalla familiarità con i fratelli nella comunità. Abbiamo incominciato a guardare a noi e agli altri con occhi nuovi, con lo sguardo di chi avverte su di sé la misericordia del Padre, di chi non si sente schiacciato dal proprio limite e peccato, ma abbracciato e perdonato da una tenerezza infinita. Ci siamo lasciati coinvolgere con il cuore, la ragione, la volontà in questo misterioso rapporto di amicizia che è la fede cristiana e la nostra libertà si è lasciata afferrare dalla signoria di Gesù. Ciascuno di noi può, se lo vuole, attraverso la memoria, risalire ai vari momenti, forse anche ad uno solo, nei quali ha compreso che valeva la pena essere di Gesù, seguirlo, ascoltarlo, incontrarlo nei sacramenti, nella sua parola e nell’insegnamento della chiesa. Chiediamo a Maria che sostenga il cammino e ci difenda dalle insidie del nemico. Noi ci rivolgiamo a lei perché Maria era per così dire “ a casa” nella parola di Dio, viveva della parola di Dio, era penetrata dalla parola di Dio. Nella misura in cui parlava con le parole di Dio, pensava con le parole di Dio, i suoi pensieri erano i pensieri di Dio, le sue parole le parole di Dio. Era penetrata dalla luce divina e perciò era così splendida, così buona, così raggiante di amore e di bontà. Maria vive della parola di Dio, è pervasa dalla parola di Dio. E questo essere immersa nella parola di Dio, questo essere totalmente familiare con la parola di Dio le dà poi anche la luce interiore della sapienza. Chi pensa con Dio pensa bene, e chi parla con Dio parla bene. Ha criteri di giudizio validi per tutte le cose del mondo. Diventa sapiente, saggio e, nello stesso tempo, buono; diventa anche forte e coraggioso, con la forza di Dio che resiste al male e promuove il bene nel mondo. E, così, Maria parla con noi, parla a noi, ci invita a conoscere la parola di Dio, ad amare la parola di Dio, a vivere con la parola di Dio, a pensare con la parola di Dio. E possiamo farlo in diversissimi modi: leggendo la Sacra Scrittura, soprattutto partecipando alla Liturgia, nella quale nel corso dell’anno la Santa Chiesa ci apre dinanzi tutto il libro della Sacra Scrittura. Lo apre alla nostra vita e lo rende presente nella nostra vita. Ma penso anche all’insegnamento della chiesa, nel quale la parola di Dio è applicata alla nostra vita, interpreta la realtà della nostra vita, ci aiuta ad entrare nel grande “tempio” della parola di Dio, ad imparare ad amarla e ad essere, come Maria, penetrati da questa parola. Così la vita diventa luminosa e abbiamo il criterio in base al quale giudicare, riceviamo bontà e forza nello stesso momento. Solo Dio conosce quante preghiere sono state innalzate, quante lacrime sono state versate dinnanzi a questa statua così amata e venerata. Quante mamme e papà hanno portato qui le loro pene e le loro gioie. Quanti bambini hanno imparato a pregare la vergine santa proprio qui, guardando negli occhi la madre celeste. Chissà quanti uomini e donne nel passato hanno trovato un nuovo vigore e un rinnovato ardimento proprio nella celebrazione di questa festa che quest’anno abbiamo celebrato in modo solenne, che ci fa rinnovare il nostro filiale affidamento alla Madonna. Molte persone si sono sentite richiamare all’ideale della santità della vita proprio in una circostanza simile alla nostra, di fronte allo sguardo della madre di Dio. Oggi siamo noi qui a chiedere che tutto questo si rinnovi. Chiediamo al Signore di saper rispondere alla sua chiamata e al suo invito alla santità.
Sia lodato Gesù Cristo
 
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