20/10/2010 13:37:00 Toscolano dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE
FESTA QUINQUENNALE DELLA MADONNA DEL BENACO 2 SETTEMBRE 2010
Omelia di Monsignor Gianfranco Mascher Vicario Generale.
"Avviamo le feste quinquennali in onore della Beata Vergine Maria del Benaco con questa solenne celebrazione eucaristica; così... ci prepariamo a vivere il prossimo 8 settembre, la festa solenne della sua natività: una nascita particolarmente "significativa" per noi, in quanto strettamente legata alla venuta sulla terra di Gesù, Figlio di Dio.
Avviamo le feste quinquennali in onore della Beata Vergine Maria del Benaco con questa solenne celebrazione eucaristica; così... ci prepariamo a vivere il prossimo 8 settembre, la festa solenne della sua natività: una nascita particolarmente “significativa” per noi, in quanto strettamente legata alla venuta sulla terra di Gesù, Figlio di Dio. Possiamo dire, come ci suggerisce la liturgia, che Maria SS. è fonte della salvezza; dalla sorgente abbiamo l’acqua che ci disseta; da Maria, riceviamo Gesù, nel quale l’umanità intera può saziare la sua ardente sete di comunione e di amore. Utilizzando un’altra immagine, possiamo dire che come l’aurora che precede il sorgere del sole, Maria, con la sua nascita, preannuncia la gioia della venuta del Signore e il dono della salvezza da Lui procurata. Siamo, perciò, invitati a guardare non tanto l’evento in se stesso (anche se si tratta di una nascita tanto singolare...) quanto a cogliere il significato e l’importanza che tale fatto riveste nel disegno di Dio riguardo alla nostra salvezza. Papa Paolo VI ce lo spiega con parole sublimi: “Maria è l’annuncio, Maria è il preludio, Maria è l’aurora, Maria è la preparazione immediata che corona il piano di Dio della redenzione; Maria è il punto di arrivo del pensiero, del progetto divino di salvezza”. La nascita di Maria, il suo approdo nella storia del mondo, che ci accingiamo a celebrare, è come l’accendersi di una luce in un ambiente oscuro: una luce nel mattino, ancora pallida e indiretta, ma soavissima e bellissima: una luce che viene ad annunciare che la vera luce, il Cristo, è nel mondo, che il destino felice dell’umanità e la sua possibile salvezza è ormai certa, sicura: Maria, questo destino felice lo porta con sé. Questo è il contenuto, il senso, il messaggio della festa mariana che ci accingiamo a celebrare. Ora è chiaro: la Madonna è la fonte della salvezza, è Colei che ha dato al mondo il Figlio di Dio, Gesù, colui che porta salvezza eterna. Lui è il Vangelo, la notizia bella e buona per ogni uomo e donna che viene in questo mondo. A questo punto, forse, risulta evidente che il modo giusto e vero di onorare Maria è quello di accogliere Gesù, di dargli credito, di sceglierlo come luce del nostro cammino e di farci di Lui testimoni e interpreti presso i fratelli. La Vergine Maria, nel mistero della sua natività, ci ripete che il suo Figlio, Gesù Cristo, ieri, come oggi e sempre, è il bene più grande per noi e per l’umanità; che la sua presenza ci umanizza: più diventiamo simili a lui, più prendiamo la forma di lui, più maturiamo la nostra umanità e diveniamo persone vere e autentiche. L’incontro con Gesù cambia radicalmente la vita; crea conversione, cioè mutamento di pensieri, di desideri, di atteggiamenti, di comportamenti. Tramite la Chiesa, nell’ascolto della Parola e nella celebrazione dei Sacramenti (specialmente la riconciliazione e l’eucaristia) ci è dato di poter attingere l’acqua pura e salutare che sgorga dal costato del Redentore; attingendo con fede a questa sorgente inesauribile, possiamo essere colmati dello Spirito Santo e incontrare lo stesso Cristo Signore. Imploriamo Maria... perché la sua vita, la sua immacolata trasparenza, la sua dolcezza, la sua umiltà siano in misura abbondante concesse anche a noi e alla Chiesa tutta. A poco varrebbero queste solenni celebrazioni quinquennali se non fossero vissute in un rinnovato sforzo di conversione a Gesù Cristo, in una ricerca interiore e in una progressione esteriore di quel sentire che caratterizzò, in modo sublime, Maria SS., creatura grande e umile, dolce e amabile.