Unità Pastorale Toscolano Maderno

06/03/2011 11:13:00
Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

Cristiani maleducati?


Vi ricordate Sergio Leone? Ci ha lasciato Il buono il brutto e il cattivo, mentre Cristo, se ci lasciamo educare dalla sua Parola, ci fa scoprire il bello, il buono ed il vero. Sono frutti buoni che assaporiamo solo se liberamente li cerchiamo ed accogliamo nella nostra vita, dopo che con intelligenza e volontà li abbiamo pescati nel Suo Vangelo.
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Vi ricordate Sergio Leone? Ci ha lasciato Il buono il brutto e il cattivo, mentre Cristo, se ci lasciamo educare dalla sua Parola, ci fa scoprire il bello, il buono ed il vero. Sono frutti buoni che assaporiamo solo se liberamente li cerchiamo ed accogliamo nella nostra vita, dopo che con intelligenza e volontà li abbiamo pescati nel Suo Vangelo. E’ lì che si forgia la nostra coscienza, è lì che si dipanano i nostri dubbi ed allora vien voglia di cogliere con fiducia la sfida educativa di trasmettere questi tesori ai più giovani. A proposito di giovani. Procrearli è facile, ma educarli alla vita cristiana è tutto un altro paio di maniche, perché loro ci guardano, anzi ci vivisezionano e, se il nostro esempio non c’è, ci mettono in croce. La formazione cristiana passa dalla famiglia, dalla scuola e dalla Chiesa: tutte queste istituzioni devono essere consapevoli del proprio ruolo e tutte debbono contribuire affinché la coscienza delle persone sia retta e libera. E per far questo devono aiutare la persona affinché si formi attorno a valori stabili. Altrimenti ai primi venti di crisi … ti saluto … Per il buon cristiano gli attrezzi del mestiere sono: l’ascolto della Parola, la preghiera, l’esempio, la volontà di rialzarsi dopo le inesorabili ricadute e sempre con pazienza, perseveranza e lungimiranza. E nel Vangelo spesso proprio per questo si fa riferimento a parabole che riguardano il mondo contadino abituato, dalle leggi della natura, ad affinare queste abilità strategiche. Noi però oggi siamo un po’ frastornati dai ritmi frenetici della quotidianità che ci tolgono lucidità rendendoci più propensi a seguire i refoli delle mode effimere. Educare è difficile perché implica avere un progetto di vita di lungo periodo e di largo respiro cui ci conformiamo ogni giorno. E questo comporta MOLTO sacrificio. Brutta storia, preferiamo Lucignolo come modello. La coerenza è merce rara e pure cara. Poi però – chissà perché – non vediamo crescere i germogli della pace, della giustizia, della tolleranza, della fraternità che sono il ponte naturale che ci porta alla partecipazione impegnata anche nel sociale per l’edificazione del bene comune. E così ci rinchiudiamo nei quattro muri del nostro individualismo, magari illudendoci di compensare la nostra solitudine con le protesi tecnologiche di qualche social network dove il virtuale è il nostro reale e dove, navigando spesso senza meta, corriamo il rischio di perdere il senso della nostra esistenza e naufragare in questo mare. Proprio durante le vacanze natalizie si è svolta una manifestazione a Milano che in qualche modo si legava al tema dell’educazione e che proponeva alcune frasi per stimolare il pensiero dei visitatori. Ve le riporto: i sogni danno materia all’arte; l’arte dà energia al pensiero; il pensiero guida la scienza; la scienza realizza i sogni. A queste aggiungo: la scienza si integra con la fede. E la passione per la vita è il sentimento più importante che ci spinge a superare i nostri limiti e realizzare i nostri sogni.
AB. 
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