07/03/2011 12:49:00 Toscolano Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE
Caritas Toscolano - alcune riflessioni
Le emergenze sono sempre tante, a quali dare la priorità?
Anno 2011 - 2° decennio del 2° millennio - è un gioco di numeri. Quante incognite si nasconderanno dentro questo "gioco di numeri"? Certamente molte come sempre, eppure mai come ora ne sentiamo il peso: sarà l'età o gli eventi sempre più drammatici e incalzanti? Come Caritas, entriamo in contatto con parecchie realtà e percepiamo forse più di altri le incertezze, l'insicurezza e le difficoltà che impediscono a tante persone di affrontare con serenità e fiducia la grande avventura della vita.
Anno 2011 - 2° decennio del 2° millennio – è un gioco di numeri. Quante incognite si nasconderanno dentro questo “gioco di numeri”? Certamente molte come sempre, eppure mai come ora ne sentiamo il peso: sarà l'età o gli eventi sempre più drammatici e incalzanti? Come Caritas, entriamo in contatto con parecchie realtà e percepiamo forse più di altri le incertezze, l'insicurezza e le difficoltà che impediscono a tante persone di affrontare con serenità e fiducia la grande avventura della vita. In questo clima di instabilità emotiva e materiale è molto difficile concretizzare degli aiuti, le emergenze sono sempre tante, a quali dare la priorità? Scegliere è difficile e non vorremmo mai doverlo fare, ma una scelta purtroppo è necessaria e sono sempre i numeri a determinarla: numeri = cifre = denaro. Noi, lo sapete bene, siamo una piccola Caritas parrocchiale che, pur avendo un cuore grande, dispone di risorse limitate. Ciò nonostante siamo determinate ad investire al meglio tali risorse. E' nata così l'idea, l'anno scorso di consigliarci con il nostro caro Gury. Chi meglio di lui,operatore umanitario di grande esperienza e sensibilità, poteva indicarci la strada maestra per fare la scelta giusta? Con il suo aiuto abbiamo individuato, come soggetto ideale, il piccolo orfanotrofio di Padre Pier in Congo a Kinshasa. Si tratta di una piccola struttura nata dal niente che ospita 26 bambini e concretizza quello che per noi è il regalo di Natale più bello: aiutare dei bambini, privati dell' insostituibile ricchezza della famiglia. E' quindi laggiù che, anche quest'anno, andranno devoluti i ricavi del nostro piccolo mercatino parrocchiale. Padre Pier, siamo certi, saprà farne un uso ottimale. A questo proposito abbiamo deciso di comune accordo, considerando le sempre maggiori difficoltà a reperire fondi, di evitare la dispersione delle nostre “gocce” in progetti dove il nostro apporto, in quanto esiguo, è irrilevante, ma concentrare per il futuro il nostro impegno laddove è invece fondamentale come il sostegno finanziario al gruppo Est-Portiamo di Don Mario Neva con il quale abbiamo una collaborazione decennale e a questo piccolo orfanotrofio di cui siamo purtroppo gli unici benefattori. A tale proposito lanciamo un appello: chi volesse unirsi a noi, senza per questo rimanere vincolato in alcun modo alla continuità, si metta in nostro contatto. Padre Pier nella grazia e santità della sua missione non chiede nulla per i suoi bambini, ma confida nella Provvidenza. Tutti sappiamo che i bambini, oltre ad aver bisogno di tanto amore e tenerezza, necessitano anche di cibo, vestiti, scarpe, quaderni e libri per la scolarizzazione. Tutto ciò costa anche in Africa, come pure anche in Africa i bambini crescono, i piedi dei bambini crescono, i quaderni e le penne si consumano; se per i vestiti ci sarà il giusto passamano, a un certo punto anche quelli si consumeranno e bisognerà sostituirli. Tutto ciò per dirvi che alcune necessità dell'orfanotrofio evolveranno, ma ci saranno sempre, per cui è giusto pensare di pianificare anche per il futuro degli aiuti. Parlando di aiuti, colgo l'occasione per fare un appello: per favore non buttate in discarica mobili , stoviglie ed oggetti in buone condizioni, lo splendido lavoro di riciclaggio, che veniva operato dai volontari Auser, ai quali noi indirizzavamo le persone bisognose, quando non eravamo in grado di soddisfare le loro richieste, non viene più portato avanti dai nuovi gestori, per cui tutto viene distrutto. A questo proposito dal punto di vista umanitario e sociale è il caso di fare, a mio avviso, una riflessione: - quando per necessità bisogna vuotare una casa, soprattutto di un defunto al quale si è voluto bene, dovrebbe essere gratificante per il parente, sapere che quegli oggetti, quei mobili che sono stati scelti, amati e usati da chi non c'è più ,ma che di lui ancora parlano, verranno riutilizzati ed apprezzati da altre persone . Sul territorio ci sono due sedi Caritas perché non portare là almeno una parte di quelle cose, purché ovviamente si tratti di materiale in ordine. Scusate se ribadisco ancora una volta questo concetto, ma ho constatato purtroppo troppe volte che, per molti, è ancora radicato il concetto che fare beneficenza e fare pulizia sono la stessa cosa. Confesso che, in un momento di sconforto, offesa ed indignata per quello che avevo trovato in alcuni sacchi, (ricordo a tutti che ogni cosa viene attentamente visionata prima di essere spedita o distribuita) avevo pensato di fare una mostra per indicare a tutti fino a che punto arriva il disprezzo di alcuni inqualificabili personaggi nei nostri confronti e verso i poveri. Ciabatte marce o senza suola, abiti a brandelli luridi, biancheria intima sudicia e puzzolente, lenzuola lerce, coperte infeltrite e strappate inutilizzabili persino per i canili e una quantità di scarpe singole (evidentemente nell'immaginario di molti i poveri devono essere anche storpi) e ciliegina sulla torta: uno scorpione con quattro scorpioncini tutti vivi. Ho rinunciato all'idea della mostra per rispetto nei confronti di tutte quelle sante persone che ci portano invece cose bellissime e perfettamente lavate ed alle quali non finiremo mai di rivolgere il nostro sentito GRAZIE. Tornando ai mobili, per maggior chiarezza e rischiando di essere pedante, vorrei precisare che: una poltrona con una tappezzeria ancora in ordine ma senza una gamba NON VA BENE, un pensile senza l'anta NON VA BENE, come NON VANNO BENE le pentole senza manici e le tazzine rotte. Un punto importante da chiarire è anche quello del trasporto: purtroppo noi non disponiamo più di un furgone per effettuare il ritiro delle cose che si intendono regalare; si è rotto e non siamo in grado di comperarne e mantenerne un altro. Pertanto facciamo appello alla vostra generosità nel conferimento diretto degli oggetti che intendete devolvere in beneficenza, avvisando la sig.ra Bottura (cartoleria) che anche in nostra assenza Vi aprirà le porte della nostra sede. Ancora grazie.