19/04/2011 11:51:00 Unità Pastorale Dal Bollettino dell'Unità Pastorale
CONSIGLIO DELL'UNITA' PASTORALE DEL 20 GENNAIO 2011: la figura del laico nell'Unità Pastorale
La dignità dei fedeli nella Chiesa-Mistero: i fedeli laici appartengono alla chiesa ed in essa trovano la loro identità perché sono essi stessi chiesa. Con il Battesimo sono diventati membri di Cristo e della Chiesa, templi vivi e santi dello Spirito. I fedeli laici, per la grazia e dignità battesimale partecipano, per la loro parte, al triplice ufficio di Gesù Cristo: sacerdotale, (sono uniti a Lui e al Suo sacrificio nell'offerta di se stessi e di tutte le loro attività), profetico (accolgono nella fede il Vangelo e lo annunciano con la parola e le opere), e regale (vivono la regalità cristiana mediante il combattimento spirituale per vincere in se stessi il regno del peccato e poi, col dono di sé, per servire, nella carità e nella giustizia, Gesù stesso presente in tutti i suoi fratelli, specialmente i più piccoli).
Don Leonardo tratta sinteticamente gli argomenti esposti nell’Esortazione Apostolica postsinodale Christifideles laici pubblicata da S.S. Giovanni Paolo II il 30 dicembre 1988.
Si possono ricordare due tentazioni alle quali i fedeli laici non sempre sanno sottrarsi: la tentazione di riservare un interesse così forte ai servizi e ai compiti ecclesiali da giungere spesso a un pratico disimpegno nelle loro specifiche responsabilità nel mondo professionale, sociale, economico, culturale e politico (laici... mezzi preti); e la tentazione di legittimare l’indebita separazione tra la fede e la vita, tra l’accoglienza del Vangelo e l’azione concreta nelle più diverse realtà temporali e terrene (separazione tra fede e vita). Nella vita ecclesiale si fanno strada almeno tre nuove questioni: quella relativa ai ministeri e servizi ecclesiali affidati e da affidare ai laici, quella della diffusione e crescita di nuovi movimenti accanto ad altre forme aggregative e quella che concerne il ruolo della donna sia nella Chiesa che nella società. è possibile individuare alcune linee di tendenza che emergono nella società attuale: basti pensare alla persistente diffusione dell’indifferentismo religioso, dell’ateismo, del secolarismo; non si possono tacere le molteplici violazioni della dignità umana. Senza dimenticare, inoltre, che la vita attuale è profondamente colpita dalla più accesa conflittualità che, al di là della legittima e fruttuosa pluralità di idee, diventa violenta contrapposizione di persone, gruppi, categorie, nazioni.
Il relatore passa poi all’esame per sommi capi alcune delle parti in cui è articolata l’Esortazione Apostolica Christifideles laici:
La dignità dei fedeli nella Chiesa-Mistero: i fedeli laici appartengono alla chiesa ed in essa trovano la loro identità perché sono essi stessi chiesa. Con il Battesimo sono diventati membri di Cristo e della Chiesa, templi vivi e santi dello Spirito. I fedeli laici, per la grazia e dignità battesimale partecipano, per la loro parte, al triplice ufficio di Gesù Cristo: sacerdotale, (sono uniti a Lui e al Suo sacrificio nell’offerta di se stessi e di tutte le loro attività), profetico (accolgono nella fede il Vangelo e lo annunciano con la parola e le opere), e regale (vivono la regalità cristiana mediante il combattimento spirituale per vincere in se stessi il regno del peccato e poi, col dono di sé, per servire, nella carità e nella giustizia, Gesù stesso presente in tutti i suoi fratelli, specialmente i più piccoli). La partecipazione dei fedeli laici alla vita della Chiesa-Comunione: la comunione con Cristo (vite) ci chiama ad essere uniti ai fratelli (tralci) diventando chiesa di comunione: essa è caratterizzata dalla compresenza della diversità e della complementarietà delle vocazioni e condizioni di vita, dei ministeri (ordinati e no), dei carismi e delle responsabilità; grazie a questa diversità e complementarietà ogni fedele laico si trova in relazione con tutto il corpo e ad esso offre il suo proprio contributo. La comunione ecclesiale, pur avendo sempre una dimensione universale, trova la sua espressione più immediata e visibile nella parrocchia: “famiglia di Dio, ... fraternità animata dallo spirito d’unità, comunità eucaristica” che deve andare oltre il proprio campanile e, con la viva partecipazione dei fedeli laici, divenire la casa aperta a tutti e al servizio di tutti o, come amava dire Papa Giovanni XXIII, la fontana del villaggio alla quale tutti ricorrono per la loro sete. La corresponsabilità dei fedeli laici nella Chiesa-Missione “L’ora è venuta per intraprendere una nuova evangelizzazione... perché interi paesi sono vittime del diffondersi dell’indifferentismo, del secolarismo, dell’ateismo… situazioni di benessere economico e consumismo, pur se frammisti a povertà e miseria inducono a vivere come se Dio non esistesse”. Gesù inoltre quotidianamente affida alla Chiesa il compito più specificamente missionario della prima evangelizzazione, cioè della diffusione del Vangelo ai milioni di persone che ancora non conoscono Cristo Redentore dell’uomo. Accogliendo e annunciando il Vangelo nella forza dello Spirito la Chiesa diviene comunità evangelizzata ed evangelizzante e proprio per questo si fa serva degli uomini, promuove la dignità della persona, venera l’inviolabile diritto alla vita. Il rispetto della dignità personale comporta la difesa e la promozione dei diritti umani ed esige quindi il riconoscimento del diritto alla libertà di coscienza e alla libertà religiosa. La coppia e la famiglia costituiscono il primo spazio per l’impegno sociale dei fedeli laici. Per servire la persona e la società, i fedeli laici non possono abdicare alla partecipazione alla “politica”. Nel contesto delle sconvolgenti trasformazioni in atto nel mondo dell’economia e del lavoro, essi devono impegnarsi a risolvere i gravissimi problemi della crescente disoccupazione, a battersi per il superamento di numerose ingiustizie che derivano da distorte organizzazioni del lavoro, a far diventare il luogo di lavoro una comunità di persone rispettate nella loro soggettività e nel loro diritto alla partecipazione, a sviluppare nuove solidarietà tra coloro che partecipano al lavoro comune, a suscitare nuove forme di imprenditorialità e a rivedere i sistemi di commercio, di finanza e di scambi tecnologici. In presenza di una cultura che si configura dissociata non solo dalla fede cristiana, ma persino dagli stessi valori umani, la Chiesa sollecita i fedeli laici ad essere presenti, con coraggio e creatività, nei posti privilegiati della cultura (scuola, università, ricerca scientifica e tecnica, luoghi della creazione artistica e della riflessione umanistica) per contribuire al vaglio dei suoi elementi ed alla loro elevazione mediante le originali ricchezze del Vangelo e della Fede cristiana.
Il relatore quindi esprime l’invito del Vescovo a sviluppare tutti i ministeri laicali in questa fase di trasformazione della Parrocchia e della sua apertura verso l’Unità Pastorale.
Le nuove “figure da formare” potrebbero essere quelle di: diacono permanente, ministri per il servizio liturgico (accoliti, lettori, guide, sacristi, cantori), operatori per la catechesi (dei ragazzi e degli adulti), operatori per la famiglia (corsi per fidanzati, vicinanza in situazioni di crisi familiare), operatori caritas-missionari (monitoraggio situazioni di difficoltà, opere di solidarietà), operatori per oratorio e giovani, operatori per il mondo sociale e politico, operatori per la comunicazione (foglietto avvisi domenicali, bollettino periodico), amministratori dei beni parrocchiali. L’assemblea si divide quindi in tre gruppi per verificare il ruolo dei laici nella nostra Unità Pastorale. Al termine dei lavori di gruppo i sacerdoti coordinatori esprimono i punti principali scaturiti dal confronto: accanto al rischio che si creino gruppi “chiusi”, è evidenziato il pericolo che l’Unità Pastorale possa divenire un’occasione di “fuga” e viene ribadita l’importanza di valorizzare e custodire l’identità delle singole parrocchie; sarebbe opportuno rinvigorire la funzione degli oratori come luoghi di formazione cristiana, non solo come punti di aggregazione; scaturisce la proposta di trattare all’interno del ristretto consiglio parrocchiale le problematiche specifiche di ciascuna parrocchia; viene sottolineata la necessità di promuovere iniziative molteplici e differenziate, atte a sensibilizzare ragazzi e adulti affinché ciascuno coscientemente, secondo i propri talenti e la propria vocazione, risponda all’invito a lavorare nella vigna del Signore.