Unità Pastorale Toscolano Maderno

23/02/2012 08:39:00 Unità Pastorale
Dal Bollettino dell'Unità Pastorale

Buon Natale dalla comunità Piamarta. E' Natale! Deo gratias!


Natale! Tempo di vacanze! Mi pare che non siano mai finite. E' Natale! Tempo di viaggi! Speriamo che i prezzi non lievitino molto. E' Natale! Tempo di dolci particolari! Attenzione al diabete. E' Natale! Tempo dell'albero di Natale! Non facciamolo seccare. E' Natale! Tempo di una liturgia gioiosa! Che non si debba asciugare delle lacrime. E' Natale! Ritorna la tradizione del presepio! Facciamolo…
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E' Natale! Tempo di vacanze!
Mi pare che non siano mai finite.
E' Natale! Tempo di viaggi!
Speriamo che i prezzi non lievitino molto.
E' Natale! Tempo di dolci particolari!
Attenzione al diabete.
E' Natale! Tempo dell’albero di Natale!
Non facciamolo seccare.
E' Natale! Tempo di una liturgia gioiosa!
Che non si debba asciugare delle lacrime.
E' Natale! Ritorna la tradizione del presepio!
Facciamolo…


Vi voglio raccontare un aneddoto. Trentasei anni fa, bontà dei Superiori, ero responsabile della “libreria Queriniana” di via Trieste (la Fleet Street di Brescia) ed eravamo in otto persone: sei commessi, il cassiere ed il sottoscritto. Lungo la stessa via, oltre alle librerie laiche ed universitarie vi erano le tre maggiori librerie cattoliche: la nostra, “Queriniana”, la “Pavoniana” e le “Paoline”. Oltre i libri, si vendevano anche oggetti sacri e, quindi, non potevano mancare i presepi. Se ne trovavano di tutte le materie: plastica, carta pesta, legno; e nel 1975, vincemmo il premio “Nobel del presepio in legno”. Era una “Natività” prodotta ad Ortisei (Bz) dalla ditta Comploj e rimase esposta in vetrina fino a quando una grossa parrocchia della Valtrompia se la portò via. Quella vetrina era diventata l’oggetto del passeggio festivo dei cittadini bresciani. Ma quanti personaggi del presepio si vendevano? Tanti… tanti, ed alla sera il cassiere consegnava un buon incasso. Ma perché vi sto raccontando questo? Ecco! Un giorno una signora, insieme ad un suo figliolo (avrà frequentato la scuola media), mi raccontò… Erano benestanti ed ogni anno allestivano, oltre all’albero, un presepio con tanti personaggi. Vicino alla loro villa c’era una casa di una famiglia modesta e praticante, con diversi figli. Uno di questi fu invitato dal ragazzo, che era in libreria, perché ammirasse la quantità e la qualità dei personaggi. L’ospite che fece? Si mise in tasca alcune pecorine ed alcuni pastorelli, senza che il padroncino se ne accorgesse subito, ma si accorse quando, vicino a quel Natale, contò e ricontò le pecorine ed i pastorelli, ma i conti non tornavano. Anche il ragazzo meno fortunato voleva fare il “suo presepio” e pensava: la capanna la compongo con alcune corteccie di quercia del campo di mio nonno; il muschio (molto più vivace e vero) l’ho adocchiato lungo un fosso molto ricco di acqua; ed i personaggi? Là, in quella giacchetta c’erano quelli del suo vicino (il Signore avrà perdonato quel furtarello?), ma mancavano Maria e Giuseppe e soprattutto il “Bambinello”! Per Maria e Giuseppe pensò alla sorella maggiore che, guarda caso, si chiamava Maria ed al suo fidanzatino che, guarda caso, si chiamava Giuseppe, erano belli e puri, ed avrebbe messo la loro fotografia nella grotta. Ma… ma… mancava il “Bambinello”. Madernese, cristiano adulto, chi ci metteresti, oggi, Natale 2011, lì in quella culla vuota? Eh!, padre Luigi, come sei pretenzioso! In quest’anno, che volge al termine, abbiamo vissuto situazioni (per non parlare di tragedie) mondiali che ci hanno tanto impressionato (non pensare alle Borse: è tutto un imbroglio!), come le rivoluzioni del Nord Africa, con i conseguenti sbarchi a Lampedusa; ed abbiamo notato bambini, che tendevano le manine ai soccorritori. Nei telegiornali abbiamo ascoltato l’appello anche del Papa, Benedetto XVI, per aiutare la Somalia: gli occhioni grandi e tristi di quei piccoli non ci hanno detto niente? Qui, con me, c’è padre Luis – quasi cieco – il fondatore a Fortaleza, Brasile, delle opere piamartine più importanti. Ho avuto la fortuna di poterle visitare, ed una cosa, in particolare, mi ha colpito: tutti i giorni partono – dalla cucina centralizzata – dei camioncini per distribuire un pasto caldo in cinque favelas. Dovreste vedere quei bambini (alcuni neri neri, altri bianchi – che incroci!) vestiti del solo pantaloncino (fa sempre caldo), con un piatto ed un cucchiaio in fila e, dopo aver recitato una preghiera, ricevono un discreto pasto. Diversi si aprono al sorriso e, sottovoce, dicono “obligado: grazie”! Ora ti invito a riflettere, madernese, cristiano adulto, quel Bambinello è dentro di te, di me, non lasciamolo soffrire, piangere; non lasciamolo morire. Se muore Gesù, il “Bambinello”, muore l’Amore.
Ad majorem Dei gloriam
Padre Luigi
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