11/10/2011 07:11:00 Dal Bollettino dell'Unità Pastorale
Arrivederci, cara Regina
Quel martedi' mattino la notizia si diffuse con una velocita' impressionante: e' morta la Regina! Era una realta' sostenuta da due forze che si escludevano: la prima temeva la feral notizia, la seconda sperava che non si avverasse mai.
Quel martedì mattino la notizia si diffuse con una velocità impressionante: è morta la Regina! Era una realtà sostenuta da due forze che si escludevano: la prima temeva la feral notizia, la seconda sperava che non si avverasse mai. Ti chiamo, cara, o Regina, perché la tua famiglia è un pezzo di storia di Maderno, ed anch’io, fin dal 1949 ho sentito parlare dei Gaoso, specialmente dal nostro padre Pietro Squassina – economo, ma, lo dico con affetto: il nostro “frà sercòtt”; perché entrava nei negozi e nelle case madernesi per portare all’Istituto tutto ciò che poteva, in quanto le bocche erano tante ed i soldi pochi. Tu, cara Regina, sei stata moglie, madre esemplare, ma desidererei sottolineare il tuo impegno, la tua professionalità di insegnante. Nel 1963 iniziò la nuova Scuola media (altri tre anni di scuola dell’obbligo) e si respirava un’aria di entusiasmo, di gioia, di altruismo per poter dare ai ragazzi italiani tre anni di più cultura, e, soprattutto, di maturazione sociale ed umana. Anche noi Artigianelli ci aggregammo alla scuola statale di Toscolano Maderno con le Sezioni C – D, ed io, sacerdote novello, facevo parte del corpo degli insegnanti. Devo dire che c’era un po’ di concorrenza fra le nostre sezioni con quelle della sede, sotto la guida della preside, prof.ssa Eugenia Pigoli. Non lo dico perché tu, cara Regina, non puoi contestare e non intendo sottovalutare i tuoi colleghi, ma, eri tu, con la tua professionalità, con il tuo impegno e creatività ad essere la punta di diamante. Ne ho avuto prova, proprio quel martedì… “Arrivederci, cara Regina" Ho sentito un tuo ex-allievo, ora professionista affermato e politico di lungo corso, che mi ha fatto questa confidenza: “… quando mi incontrava dopo un comizio, un discorso, mi diceva: Se parli così bene, in modo appropriato, lo devi a me, che ti ho insegnato bene!” Cara Regina, che tu abbia lasciato una impronta nella vita madernese, si è notato dalla presenza numerosa e commossa alla liturgia funebre. Forse, in questo momento, vedendo queste riflessioni, ti farai una bella risata: sei nella gioia eterna e lì ci rivedremo tutti. Arrivederci, cara Regina.