Unità Pastorale Toscolano Maderno

21/07/2010 21:16:00 Toscolano
dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

ANNO SACERDOTALE 2010: TOSCOLANO RICORDA I SUOI SACERDOTI


Don Francesco Galeazzi: alcuni ricordi. Il 31 gennaio 1966 il Signore chiamava a sé il caro don Francesco Galeazzi, Parroco di Toscolano, a poco più di 62 anni, nato a Verolanuova il 23 luglio 1904. Ero studente dell'ultimo anno di Ragioneria al Cesare Battisti di Salò.
'; ';
Il 31 gennaio 1966 il Signore chiamava a sé il caro don Francesco Galeazzi, Parroco di Toscolano, a poco più di 62 anni, nato a Verolanuova il 23 luglio 1904. Ero studente dell’ultimo anno di Ragioneria al Cesare Battisti di Salò. Conservo alcuni ricordi di don Francesco che, in questo Anno sacerdotale, mi sembra molto appropriato sottolineare, poiché è stato un esemplare uomo di Dio. Ricordo in particolare il suo sorriso che esprimeva la grande bontà del suo cuore. Ma al contempo ricordo la sua fermezza nel predicare la Parola di Dio e la grande attenzione per il culto a Dio che si manifestava solennemente nei giorni di festa, ma anche nei giorni feriali, quando celebrava la S. Messa. Più volte alla settimana ero io il chierichetto che serviva la sua Messa delle ore 6 del mattino, in concorrenza leale con alcuni amici fra i quali in particolare Domenico Marchetti che ora gode, come don Francesco, della vicinanza di Dio. Negli ultimi mesi della sua vita don Francesco ha sofferto molto; la malattia si manifestava sempre più grave. Noi giovani venivamo informati frequentemente della sua salute e ci veniva spontaneo pregare per lui. Nelle ultime settimane era abitualmente a letto anche se, con un grande sforzo, celebrava comunque in casa la S. Messa, fra la commozione delle poche persone che venivano ammesse alla celebrazione. Sì, mi dicevano che don Francesco era un santo, che non badava allo sforzo pur di incontrare Gesù nella S. Messa. Dio gli aveva dato il potere divino, che ha ogni sacerdote, di rendere presente Gesù nel Sacrificio dell’Altare e lui cercava di non mancare mai a questo irripetibile quotidiano appuntamento di amore. Non era più lui ad agire, ma era Gesù Cristo stesso che agiva per suo tramite, con la sua voce ed i suoi gesti. Don Francesco nella Consacrazione non era più lui, ma era Gesù Cristo stesso che diceva “Questo è il mio corpo…Questo è il mio sangue…”. Questo grande Mistero d’amore era per don Francesco un appuntamento irrinunciabile. Era sempre assistito amorosamente dalle due sorelle, a cui Toscolano deve molto perché si sono spese interamente al servizio della Comunità parrocchiale, prendendosi cura quotidianamente del proprio caro fratello, che, con il sacerdozio, era diventato anche loro padre. Il Signore chiamò a Sé don Francesco. Ricordo la veglia di preghiera nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Le sue spoglie mortali erano lì, poco sotto il presbiterio della chiesa parrocchiale, ed aiutavano a comprendere il limite della nostra vita terrena, ma al contempo la grandezza della nostra vita soprannaturale. Don Francesco aveva cambiato dimora. Ora era molto vicino a Dio. E ciascuno dei presenti, a volte nel pianto soffocato, pensava al bene fatto da questo fedele servo del Signore. Ricordo che attendeva con entusiasmo l’inizio delle belle giornate primaverili, per poter andare di domenica a celebrare la S. Messa per gli abitanti della Valle delle Cartiere, nella chiesetta di Luseti. Tante volte l’ho accompagnato, lui alla guida ed io sul sedile posteriore, sulla moto Guzzi, una moto rossa che guidava con estrema abilità anche nello sterrato della Valle. Lì lo aspettavano parecchie famiglie in festa. Arrivavamo un po’ prima dell’ora fissata. Così poteva confessare. E poi la S.Messa con una breve ma incisiva omelìa che ravvivava la fede di chi lo ascoltava. Un altro particolare della sua vita sacerdotale è che, accanto alla cura per tutti i paramenti ed i vasi sacri, sapeva al contempo curare cose apparentemente piccole come ad esempio la pulizia dei portacandele posti davanti alla statua della Madonna o davanti alla statua del Sacro Cuore di Gesù. A volte c’erano molte candele ed allora pazientemente toglieva quelle ormai alla fine che emanavano troppo calore e minacciavano di far cadere quelle da poco accese. E lo faceva con il sorriso. Anche quello era un modo di servire Dio. La piena sintonia con Toscolano si era manifestata il giorno del suo ingresso come Parroco: lo abbiamo atteso presso il Ponte del fiume Toscolano e da lì si è snodata una processione lunga parecchie centinaia di metri che ha riempito la strada interna della vecchia Toscolano. La Banda musicale, le strade addobbate a festa, gli applausi, i canti hanno accompagnato il suo ingresso. E lo ricordo pure nelle grandi Processioni nei giorni del Corpus Domini e della Madonna del Benaco. Tanto ha fatto per il culto mariano nel Santuario della Madonna del Benaco, per la nuova chiesa dedicata a San Giuseppe ed il nuovo oratorio femminile, per il riammodernamento dell’oratorio maschile ed altro ancora. Prima di chiudere mi piace ricordare la grande sintonìa con don Amato Bombardieri presente a Toscolano come Curato che tanto ha fatto per la gioventù e che tanto continua a fare con la sua preghiera e l’offerta a Dio della sua malattia. E perché non ricordare anche la gioia di don Francesco per la vocazione sacerdotale di don Armando Scarpetta? E poi ciascuno potrebbe raccontare tanti episodi. Don Francesco era ed è un uomo di Dio. Forse possiamo ricorrere con più fede alla sua capacità di spendere “due parole” per la nostra Parrocchia e per le necessità di ciascuno di noi. Credo che sia molto forte la sua capacità d’intercedere presso Dio attraverso la Madonna del Benaco che festeggeremo in modo solenne il prossimo mese di settembre.
Roberto Zambiasi
Invia ad un amico Visualizza per la stampa



Vedi anche
27/08/2010 22:34:00
SUL FILO DEI RICORDI

21/07/2010 21:25:00
ANNO SACERDOTALE 2010: MADERNO RICORDA I SUOI SACERDOTI

21/07/2010 21:02:00
ANNO SACERDOTALE 2010: GAINO RICORDA I SUOI SACERDOTI

21/07/2010 20:54:00
ANNO SACERDOTALE 2010: FASANO RICORDA I SUOI SACERDOTI

21/07/2010 21:12:00
ANNO SACERDOTALE 2010 CECINA RICORDA I SUOI SACERDOTI