04/09/2010 14:05:00 Cecina dal Bollettino dell'UNITA' PPASTORALE
A CECINA FESTA PER LA RESTAURATA CHIESA DI SANT'ANTONIO
Domenica 13 Giugno 2010, in occasione della commemorazione della morte di Sant Antonio, la comunità di
Cecina ha inaugurato la restaurazione della Chiesa a lui dedicata. Dopo tredici mesi di chiusura, la chiesetta
è stata riaperta ai fedeli nella sua antica bellezza, grazie al competente intervento di ristrutturazione dell equipe
del Sig Alberto Fontanini, che ha riportato alla luce due piccoli affreschi sul presbiterio. Per l'occasione Don
Leonardo ha celebrato i Vespri proponendo ai fedeli una riflessione sulla figura del Santo delle grazie impossibili;
in particolare ha affidato a Sant Antonio la richiesta di ravvivare la fede della nostra comunità.
Sant'Antonio di Padova
il Santo delle grazie impossibili
Sant’Antonio, nato Fernando di Buglione a Lisbona nel 1195 circa, è uno fra i Santi più venerati in tutto il mondo. Dottore della Chiesa, proclamato da Papa Pio XII nel 1946, ed instancabile oratore, Antonio viene mandato da San Francesco d’Assisi a predicare contro l’eresia catara nell’Italia del nord e successivamente contro quella albigese in Francia durante il primo ventennio del 1200. I temi preferiti dei suoi sermoni sono i precetti della fede, della morale e della virtù, l’amore di Dio e la pietà verso i poveri, la preghiera, l’umiltà e la mortificazione; si scaglia contro l’orgoglio, la lussuria, l’avarizia e l’usura. Facendo diventare Padova sua dimora fissa, egli si dedica alla predicazione assidua fino al giorno della sua morte, avvenuta il 13 giugno del 1231. Trentadue anni dopo la sua morte, durante la traslazione delle sue spoglie, San Bonaventura da Bagnoregio trova la lingua di Antonio incorrotta, conservata nella cappella del Tesoro presso la basilica della città patavina di cui è patrono. Sin da quando Antonio è in vita opera miracoli quali esorcismi, profezie, guarigioni, predica ai pesci, viene visto in più luoghi contemporaneamente e, in alcune occasioni con Gesù Bambino in braccio.
Sulla storia della chiesa di S. Antonio di Cecina
Negli atti della visita pastorale effettuata nel 1667 dal Vescovo Marino Giovanni Giorgi appare la prima citazione della Chiesa di Sant’Antonio in Cecina. Anche nei documenti scritti durante le visite pastorali successive alla data sopra citata, la chiesa viene definita “oratorio construito in honor di Sant’Antonio di Padova”. La Chiesetta venne fatta edificare intorno al 1667 da Domenico Zuanelli, proprietario del palazzo attiguo all’edificio sacro del quale aveva il jus (il diritto). Curiosamente l’iscrizione nel cartiglio dell’altare della chiesa riporta quanto segue: “il Signor Paolo Bernini per volontà di Dio fece decorare a proprie spese questo altare di San Giovanni Battista con questa immagine e con marmi 1681”. La studiosa Letizia Erculiani, che gentilmente ha contribuito alla stesura di questo articolo fornendo apporti storici, avanza alcune ipotesi sulla duplicità di dedicazione della Chiesa. In particolare, il cognome Zuanelli potrebbe trarre origine dal dialetto veneto in cui il nome “Zuane” corrisponde all’italiano “Giovanni”.
Perciò questa interpretazione potrebbe giustificare una particolare devozione della famiglia Zuanelli a San Giovanni il Battista, sebbene la dedicazione della Chiesa di Messaga in Cecina sia a Sant’Antonio di Padova. Il signor Paolo Bernini, committente dell’altare e dell’immagine di San Giovanni Battista era probabilmente legato da profonda amicizia agli Zuanelli, per questo motivo commissionò l’esecuzione dell’opera, affidando a San Giovanni Battista, il Precursore, la protezione della famiglia. Quasi sicuramente sull’altare si trovava un dipinto o una statua raffigurante sant’Antonio ; per rispetto verso il Signor Bernini, gli Zuanelli accettarono di sostituire l’effige del santo di Padova con quella del Precursore, ma dopo la morte del committente, potrebbero avere ripristinato l’immagine originaria, più consona alla dedicazione.