Unità Pastorale Toscolano Maderno

01/08/2010 13:37:00
da Avvenire

60.000 CHIERICHETTI D'EUROPA A ROMA CON IL PAPA


A sventolare in piazza San Pietro, il 3 e 4 agosto, saranno soprattutto i fou­lard color vaniglia: è la tinta che con­traddistingue gli oltre 45 mila ministranti in arrivo nella capitale da tutta la Germania, insieme a quasi ottomila pellegrini prove­nienti da vari Paesi europei. Oltre un mi­gliaio i «chierichetti» nostrani, dal fazzolet­tone verde, 1.225 gli ungheresi color aran­cione, 3.140 gli austriaci che hanno scelto di farsi riconoscere con il giallo, 800 gli sviz­zeri in nero. E poi ragazzi in arrivo da Bel­gio e Francia, Polonia e Croazia, Slovacchia e Serbia, Romania e Portogallo, Lussem­burgo e Ucraina, Lituania e Albania. Un ar­cobaleno composto da 17 nazioni sbarcherà nella metropoli in occasione del decimo pellegrinaggio internazionale dei mini­stranti, promosso dall'associazione euro­pea Cim (Coetus internationalis mini­strantium), che dal 1960 raggruppa i «ser­vitori della Messa» del vecchio continente e i responsabili della loro formazione. CONTINUA
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In quasi 53 mila – fra bambini e adolescen­ti, giovani e adulti – indosseranno i foulard in cotone contrassegnati con il logo della manifestazione, dal valore non solo sceno­grafico: infatti sono stati prodotti a Mona­co di Baviera dal laboratorio artigianale del­la Caritas per portatori di handicap, in col­laborazione con altri laboratori e botteghe tedesche, a motivo dell’alto numero di ri­chieste. Numerosi fin da oggi i pullman che porteranno i gruppi fino al Lungotevere nel quartiere Prati. Imponente, quindi, l’orga­nizzazione dell’evento, che ha come slogan «Bere alla vera fonte», come ricorda il pre­sidente del Cim e vescovo ausiliare di Basi­lea, Martin Gächter, convinto che i mini­stranti costituiscano «un nucleo importan­te per la pastorale giovanile, presente in o­gni parrocchia, che può essere sviluppato». Il loro servizio, infatti, «comprende tutte le importanti dimensioni della Chiesa: an­nuncio, liturgia, diaconia, comunione», sot­tolinea il presule. Un messaggio rilanciato dalla loro stessa presenza: più che raddop­piata rispetto al pellegrinaggio del 2001, quando furono 22 mila i ministranti, pro­venienti da 12 Paesi, a salutare Giovanni Paolo II portandogli il più grande turibolo del mondo.
Fitto il programma della manifestazione: nel pomeriggio del 3 agosto, a partire dalle 16 i ministranti si ritroveranno in piazza San Pietro; dopo alcuni canti e gli interventi di monsignor Gächter e del fondatore del Cim, il sacerdote Eberhard Mühlbacher, la pre­ghiera serale comunitaria alla presenza di una grande statua di san Tarcisio, martire del III secolo e patrono dei ministranti, realiz­zata dall’artista Bernhard Lang. Al termine della serata tutti saranno invitati a scam­biare il foulard del colore della propria na­zione con quello di altri Paesi. Mercoledì 4 i pellegrini confluiranno dalle 8.30 nella grande piazza per attendere l’udienza ge­nerale con Benedetto XVI.

Dopo il benvenuto a ciascuno dei gruppi di ogni nazione presente, il presidente del Cim saluterà il Papa consegnandogli il foulard bianco in ricordo del pellegrinaggio; all’a­scolto delle parole del Pontefice e alla sua benedizione seguiranno canti accompa­gnati da un’orchestra di Amburgo: un o­maggio al Pontefice tedesco.

Ogni gruppo nazionale, inoltre, ha previsto incontri particolari; il migliaio di italiani – gruppi di circa 90 persone in arrivo da Por­denone e Parma, poi da Padova, Palermo e tante altre diocesi, compresi una cinquan­tina di ministranti over 50 partiti dalla Cam­pania – si ritroverà domani pomeriggio presso il Teatro Orione della parrocchia O­gnissanti per assistere allo spettacolo tea­trale sulla vita del Santo Curato d’Ars, rea­lizzato dai seminaristi del Pontificio Colle­gio Leoniano di Anagni. Martedì alle 10.30 è in programma nella basilica di San Paolo fuori le Mura una Messa presieduta da mon­signor Domenico Sigalini, vescovo di Pale­strina e assistente ecclesiastico generale del­l’Azione cattolica. A sostenere l’iniziativa don Franco Magnani, don Nicolò Anselmi e don Nico Dal Molin, responsabili Cei del­l’Ufficio liturgico, del Servizio per la pasto­rale giovanile e del Centro nazionale voca­zioni, convinti della «prospettiva pedago­gica » del servizio all’altare, che «può for­mare future generazioni di cristiani».
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