Unità Pastorale Toscolano Maderno

10/03/2011 09:17:00 Fasano
Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE

14 novembre 2010


FASANO: INAUGURAZIONE MONUMENTO AI CADUTI DELLE DUE GUERRE Nell'ambito del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d'Italia "La Rata", Associazione dei Cittadini di Fasano, ha voluto dedicare un Monumento ai suoi Caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale: una Stele che riporta i nomi dei giovani morti e dispersi, per un ideale di Patria.
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Nell’ambito del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia “La Rata”, Associazione dei Cittadini di Fasano, ha voluto dedicare un Monumento ai suoi Caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale: una Stele che riporta i nomi dei giovani morti e dispersi, per un ideale di Patria. Una giornata celebrativa entusiasmante, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, con l’intervento suggestivo della Fanfara Alpina “Valchiese” di Gavardo. Quanta commozione! Il cerimoniale, piuttosto lungo nell’osservanza del protocollo, si è svolto accompagnato da un corteo composto e coinvolto. Al termine della S. Messa in suffragio dei Caduti, celebrata dal nostro Parroco Don Carlo Moro, il taglio del nastro e lo svelamento, è seguito il discorso commemorativo del Presidente dell’Associazione, Mario Erculiani, che riporto ad ampi stralci, poiché credo rispecchi i sentimenti di molti di noi: … “oggi vogliamo colmare un vuoto…eravamo rimasti infatti fra i pochi paesi che non avessero ancora dedicato una strada, una piazza o un monumento ai Caduti…oggi il Monumento esiste, è davanti ai nostri occhi, tributo al sacrificio di tante giovani vite e testimonianza della sentita partecipazione della nostra comunità. Ma vorrei dire, e questo mi sembra l’aspetto più importante, che il suo significato va ben oltre l’ossequio alla memoria. Questo segno tangibile di riconoscenza è stato infatti inserito all’interno di un giardino pubblico che, come si vede, è dedicato alla tranquilla sosta, al passaggio delle persone e anche al gioco dei bambini. Una collocazione non casuale, ma voluta in un luogo consegnato all’intera cittadinanza, perché lo renda fulcro di incontri e socializzazione. Ecco: questo è lo spazio che abbiamo scelto per rendere onore a coloro che hanno sacrificato affetti e futuro, per la difesa della dignità dell’uomo e dell’onore della Patria. Ventuno, tra morti e dispersi: questo il prezzo enorme pagato da questa piccola frazione del comune di Gardone Riviera. E per chi porta uno dei cognomi ora inciso su questa lastra di marmo, ne sente il valore e non vuole dimenticare… Ventuno vite spezzate, ventuno famiglie mai nate, ventuno universi perduti per difendere i confini dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale o per combattere una battaglia persa nella Seconda, in qualche fronte di una terra sconosciuta. E’ vero, è passato tanto tempo, e a qualcuno questo Monumento che oggi inauguriamo, potrà apparire tardivo. Qualcuno, superficialmente, penserà ad un gesto inutile, fuori dal tempo. Invece di inutile non c’è proprio niente. Noi dell’Associazione “La Rata” pensiamo che proprio ora che la memoria comincia a diventare fioca e labile, proprio ora che le famiglie ormai rinnovate, ormai sparse nel mondo, non ricordano più il dolore delle morti, proprio ora che gli ultimi reduci cadono sotto la scure inesorabile del tempo, sia importante farlo. Senza retorica, solo con umana, giusta e cristiana compassione. Solo con la giustizia che si deve a chi è morto combattendo per un’idea di Nazione. E mi sia consentito di rivolgere un rispettoso pensiero per i reduci, che oggi sono presenti qui con noi, Angelo Chemel e Giuseppe Zeni, uomini temprati dalle vicende dolorose e drammatiche della storia, e dai quali dobbiamo trarre un grande insegnamento, per affrontare la vita con coraggio, reagendo alle difficoltà, amando il nostro tempo e lavorando per la Pace… Carissimi, questo Monumento deve diventare l’emblema dell’incontro tra le generazioni, testimonianza dell’insegnamento che possiamo trarre dal passato, non solo con lo scopo di non farci dimenticare, ma anche quello di farci riflettere sull’effettivo valore e senso della nostra vita. Ci dobbiamo e possiamo assicurare un futuro di pace attraverso la ricerca e il mantenimento di una memoria collettiva, mai faziosa, mai strumentale, rispettosa della verità. E la memoria passa attraverso l’ascolto, l’educazione e lo studio. La posta in gioco è l’ordinata vita comune, è il superamento della logica degli egoismi individuali, è la formazione di una coscienza civica che insegni il rispetto per le Istituzioni e porti all’impegno e alla partecipazione attiva al bene di tutti, senza alcuna distinzione…”. Successivamente anche il Sindaco Andrea Cipani ha espresso parole di viva partecipazione e commozione, e poco dopo tutti i presenti hanno potuto incontrarsi per un aperitivo conviviale, nella sede dell’associazione. La giornata si è conclusa con il pranzo sociale, al quale hanno aderito centocinquanta persone, soci e simpatizzanti, amici e parenti dei Caduti, che hanno voluto condividere un giorno del tutto speciale.
Anna Maffei 
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