08/03/2011 13:26:00 Toscolano Dal Bollettino dell'UNITA' PASTORALE
10 dicembre 2010 Cartiera di Toscolano Maderno
Il Vescovo Mons. Luciano Monari in visita allo stabilimento.
Riportiamo due interviste e parte del discorso da lui tenuto.
" Evidentemente le decisioni spettano ad altre sedi, ad altri tavoli, però quello che, come Chiesa, possiamo fare, come invito pressante anche dal punto di vista etico, religioso, umano, con quella credibilità che appartiene alla comunità cristiana, questo impegno ce lo pigliamo tutto, senza sconto. Io volentieri vorrei rispondere allinvito
… Evidentemente le decisioni spettano ad altre sedi, ad altri tavoli, però quello che, come Chiesa, possiamo fare, come invito pressante anche dal punto di vista etico, religioso, umano, con quella credibilità che appartiene alla comunità cristiana, questo impegno ce lo pigliamo tutto, senza sconto. … Io volentieri vorrei rispondere all’invito… Le cose che voglio dire sono cose che conoscete bene, forse anche meglio di me, però credo siano quelle forse, necessarie da ripeterci, gli uni agli altri, perlomeno per sentire la vicinanza, la consonanza del modo di pensare e di sentire e quindi ad immaginare un futuro e ad immaginarlo insieme e per tutti. La prima cosa che mi viene in mente è questa: che l’economia, il meccanismo grande dell’economia è una cosa che gli uomini hanno inventato per rendere l’esistenza dell’uomo più facile, più ricca, per poter avere più beni di consumo da usare per vivere, per poter avere una vita più umana. E questo significato dell’economia, del mondo economico è fondamentale. L’economia è stata inventata per l’uomo e deve funzionare per quello, deve permettere all’uomo di vivere meglio. E’ un complesso organizzativo che mette insieme competenze, capacità, patrimoni diversi, proprio per rendere l’esistenza sociale più bella e questo deve rimanere nel cuore e nella intelligenza. Ci sono realtà come quella della cartiera che hanno formato delle capacità, delle attitudini e delle professionalità attraverso l’esercizio, la prova, con tenacia ed intelligenza si trasmettesse da una generazione all’altra. Questo è un patrimonio immenso non solo economico che ci è giunto negli anni, attraverso decenni di formazione, ricerca ed esperienza. E’ una perdita che bisogna tentare di evitare nel modo più intenso e più forte e con la collaborazione di tutti. L’uomo per vivere ha bisogno di sentirsi bene, degno delle cose che fa, degno delle relazioni che intrattiene, e questo senso della propria dignità naturalmente dipende da tante cose: dipende dai rapporti umani, dai rapporti di amicizia, di parentela, di famiglia che noi viviamo prima di tutto; dalla possibilità di produrre qualcosa di buono e di utile, qualcosa che serve agli altri e permette agli altri di vivere bene. La creazione di realtà nuova è complessa, richiede un impegno grande, sia dal punto di vista ideale delle idee, sia dal punto di vista dell’impegno concreto. Il desiderio non è difficile, è facile da esprimere: in tutti i modi dobbiamo attivarci affinché l’occupazione venga garantita al livello più alto possibile. L’altra cosa che dobbiamo inventare è proprio immaginare i progetti concreti e una volta immaginati raccogliere tutte le energie dal punto di vista intellettuale, economico, finanziario, politico, culturale che sono possibili perché i progetti riescano a diventare una struttura aziendale, una azienda economica concreta. Sta per venire il Natale. Io chiedo al Signore che ci dia nel cuore un desiderio grande di miglioramento e ci dia la capacità di crederci, la capacità di sperare, di non dare per scontate le sconfitte che nella vita sono anche inevitabili, ma che richiedono da parte nostra una capacità di risposta il più forte possibile. Perché il Natale possa produrre questo. Il Natale è una festa bellissima, è festa di comunione, è festa di unità, è festa di gioia. Quando la si vive in una situazione difficile diventa ancora più opprimente, come qualcosa che pesa sul nostro cuore perché capiamo che dovremmo essere felici, ma non ce la caviamo, perché la situazione ce lo impedisce. E allora il desiderio, soprattutto per le famiglie degli operai della cartiera è quello che essi possano vivere un Natale sereno e di speranza. Questo dipenderà anche dall’incontro con la politica e dai progetti che da questo incontro potranno venire. Io posso solo augurare, con tutto il cuore, che la persona umana venga sempre al centro di tutti i nostri pensieri, desideri, e che la capacità creativa, di speranza che sta nel nostro cuore riusciamo anche a metterla nelle mani e nei comportamenti concreti. … Questo incontro vorrebbe essere un incontro di speranza; la speranza che i giochi non siano fatti del tutto, che ci sia la possibilità di creare qualcosa di nuovo, di utilizzare quelle competenze straordinarie che si sono formate in questo luogo attraverso gli anni, per metterli al servizio di progetti che siano significativi, utili ed efficaci anche dal punto di vista economico. L’impegno da parte delle persone è straordinario; la sinergia c’è anche, nel senso della collaborazione di tutte le forze e del territorio. Speriamo ci siano tutti gli aiuti possibili anche dal punto di vista finanziario e politico perché i progetti che si immaginano possano diventare progetti realizzati, fatti di carne e di sangue, reali. Questo è l’augurio e la speranza; siamo qui per incoraggiare noi stessi, gli uni gli altri, ad andare per questa strada.
Il Parroco don Leonardo Farina e la redazione del bollettino ringraziano il giornalista Gianluca Ginepro per aver fornito le registrazioni da cui si è tratta la presente sintesi.